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ottobre 4, 2017

Serata di poesia sanscrita e tecniche di rilassamento a Milano!

Filed under: Didattica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:27 pm

A milano, il martedì 24 ottobre prossimo a partire dalle 18,45 fino alle 20,15 circa, in c.so Garibaldi 11, presso la sede della onlus Gaia Animali & Ambiente, è in programma il primo incontro di un ciclo che insieme a Patricia Meyer, insegnante di yoga e impegnata in prima persona nel campo della cultura e della solidarietà sociale, dedicheremo al rapporto fra fruizione di opere letterarie e pratica meditativa.

Due sono gli aspetti che costituiscono il nostro punto comune di partenza: (more…)

agosto 16, 2017

Contro le donne: parte II (Nanda il Bello, cap VIII, v.47-fine capitolo)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 10:34 pm

47. Ammettiamo che non vedi che la mente delle donne è piena di intenzioni pericolose, è nefasta per la sua doppiezza ed è incostante; ma come puoi non vedere che il loro corpo è impuro, una percolante dimora di non essere?

48. Non capisci, accecato dalla passione, che desideri una cosa brutta, che viene giorno per giorno finemente contraffatta con abluzioni, profumi e vesti.
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luglio 9, 2017

Nanda il Bello, cap VIII, vv 22-46: contro le donne, pt. 1

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 4:26 pm

22. Riflettendo in questi termini su di lui che era straziato dalle pene d’amore e dopo averlo osservato per un po’, quel monaco, spinto dal desiderio di fare del bene, pronunciò un discorso sgradevole ma veritiero:

23. “Se proprio non riesci a provare la gioia della liberazione, tu che non distingui ciò che è moralmente giusto dal suo contrario, che sei tutto preso dagli oggetti dei sensi e che non riesci a vedere ciò che è qui a portata di mano, (more…)

maggio 18, 2017

Nanda il Bello, capitolo VIII, vv. 1-21: Nanda sotto lo sguardo di un altro monaco

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 8:13 pm

1. Allora un altro monaco, incontrando Nanda — sguardo perso, divorato dal desiderio di andarsene a casa e allo stesso tempo turbato da questo stesso desiderio — gli si rivolse con occhi benevoli, mosso da un sentimento di amicizia.

2. “Cos’è questa faccia rannuvolata su cui piovono lacrime? Appare chiaro che un profondo turbamento ti oscura l’anima: ma ricomponiti! Non lasciarti andare all’abbattimento! Infatti il piagnisteo e la ricerca della pace interiore non s’associano minimamente.
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aprile 20, 2017

Nanda il Bello, cap VII vv. 46-52 (fine capitolo): Nanda si risolve a scappare

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:49 pm

46. “Se una tale schiera di dèi, veggenti e re dipesero dalle proprie donne in quanto dipendenti dall’amore, quanto posso essere in pena io che sono ben meno dotato di intelligenza e spessore morale, senza vedere la mia amata?

47. Perciò me ne andrò dritto a casa, e mi dedicherò, con piacere, nuovamente al piacere, come prescritto dalla norma: non è infatti appropriato portare la veste monacale per chi ha la mente rivolta ad altro, i sensi incontrollati, ed è sviato dalla retta via.
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Nanda il Bello, cap. VII, vv 25-45: Nanda evoca storie di dèi, veggenti e re vinti dall’amore

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 11:05 am

25. “Sopraffatto dalla passione amorosa, il Dio del Fuoco, dal seme scintillante, si asservì a Svaahaa, e lo stesso fece Indra con Ahalyaa: privo di una natura a loro comparabile e appartenente ad un’altra classe di esseri viventi, come posso stare, povero me, senza donna?

26. Il mito ci dice che il sole si fece ridurre per la gioia di Saranyuu nei confronti della quale si era appassionato, e con lei, divenuta cavalla, si unì dopo essersi fatto cavallo, e da ciò originarono gli Ashvin, medici celesti. (more…)

marzo 9, 2017

Nanda il Bello, cap. VII, vv. 1-24: Nanda si sfoga

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:04 pm

1. Così Nanda, capace con il corpo di portare le vesti monacali conferitegli secondo i precetti dal maestro, ma incapace di farlo con la mente, provando vergogna per le fantasie interiori sempre rivolte alla moglie, non si rasserenava.

2. Con la bellezza dei fiori di quella primavera, con gli attacchi molteplici del dio dell’Eros e con la voglia di muoversi tipica della giovane età, lui, rinchiuso nell’eremo con gli altri monaci, non poteva trovare pace.
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febbraio 2, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 35-49 (fine capitolo): Sundarii consolata dalle donne di casa

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 8:23 pm

35. Sentendo piangere accoratamente Sundarii dai bei denti, le donne del palazzo, sommamente allarmate, corsero su, dall’interno della casa, fino all’ultimo piano, simili a ninfe celesti che salgono in cima ad una montagna.

36. Col volto abbattuto e bagnato di lacrime, simili a loti dal fiore gravato dal peso della pioggia, si sedettero, nel rispetto del loro status e secondo il loro affetto, vicino a lei, e la seguirono nel suo bruciante dolore. (more…)

gennaio 27, 2017

Nanda il Bello, capitolo VI, vv. 26-34: dolore e follia di Sundarii

26. Lei, indossando una veste del colore del loto, il volto simile a loto e con occhi ampi come foglie di loto, simile alla dea Padmaa senza loto o alla dea Lakshmii caduta in terra, appariva sciupata come ghirlanda di loti per effetto della calura.

27. E pensando e ripensando alle qualità del marito, lungamente sospirò, e quasi svenendo agitò gli avambracci, carichi della bellezza degli ornamenti, e le dita color del rame. (more…)

gennaio 20, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 1-25: la disillusione della moglie Sundarii

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 3:33 pm

1. Così, portato via il marito dal Maestro, confiscata la gioia e inflitta la pena d’amore, rimanendo in quella stessa stanza in cima al palazzo, Sundari la bella non sembrava più se stessa.

2. Fissa a scrutare la via del ritorno del marito, invadendo la finestra coi suoi seni, se ne stava appoggiata al cornicione della terrazza, lo sguardo rivolto alla porta di casa, il volto piegato e gli orecchini obliqui su di esso.
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