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dicembre 8, 2016

Il secondo discorso del Buddha: Nanda soccombe (saundarAnanda, cap. V, vv. 33-53)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag: — Giulio Geymonat @ 10:21 pm

33. Così parlò il Tathagatha compassionevole nei confronti di tutti gli esseri, e Nanda con voce ferma ma abbattendosi in cuor suo disse al Sugata: “E’ come tu dici”.

34. Allora volendolo sottrarre all’infatuazione amorosa e pensando che fosse pronto per ricevere la dottrina, il grande saggio con mente benevola disse: “Ananda, inizia Nanda al fine della sua tranquillità d’animo.”

35. Quindi Ananda, il saggio del Videha, disse a Nanda che dentro se ne stava piangendo: “Vieni”, e quello lentamente lo raggiunse ma quando lo raggiunse gli disse: “Io non diventerò monaco”.
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dicembre 3, 2016

Nanda il bello, cap V, vv. 19-32: Buddha cerca di convincere Nanda disperato

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 6:00 pm

[Riprendo la traduzione del capitolo V, arrivata al verso 15 nel post precedente, dal verso 19, poiché ritengo i versi 16, 17 e 18 spuri]

19. Ma Nanda, muovendosi a fatica, lentamente seguì, non avendo via di scampo, il Maestro, pensando al volto della moglie che lo guardava con occhi vogliosi, con la decorazione ancora fresca.

20. E così il Saggio lo portò, lui che amava portare collane di perle, eccitato dalla Primavera in atto, dritto al monastero che interrompe le gioie dell’amore, l’amato giardino della conoscenza. (more…)

novembre 19, 2016

Poesia e alterità: 2 serate a Milano

Filed under: Senza Categoria — Giulio Geymonat @ 7:13 am

I Mercoledì 23 e 30 Novembre dalle ore 19,00 alle 21,00 workshop a iscrizione aperto a tutti (non sono richieste conoscenze specifiche) sulla poesia sanscrita a Milano presso lo Studio d’Arte del Lauro, in via Mosè Bianchi 60 (MM1 Amendola-Fiera). (more…)

ottobre 21, 2016

Saundarananda (Nanda il Bello), capitolo V, vv. 1-15: Nanda incastrato

Filed under: letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 10:06 pm

1. Allora i nobili, scendendo chi da cavallo, chi da una carrozza, chi da un elefante, e i commercianti uscendo dai loro empori, si inchinarono al grande saggio, presi da grande devozione.

2. Alcuni, dopo averlo riverito, lo seguirono per un tratto, alcuni lo riverirono e se ne andarono a curare i loro affari, alcuni lo salutarono con devozione restandosene nelle proprie abitazioni, gli occhi intenti al solo guardarlo. (more…)

luglio 1, 2016

Arriva il Buddha e…la festa per Nanda è finita! Nanda il Bello, capitolo IV, vv. 24-46 (fine capitolo)

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 11:16 pm

24. Proprio mentre, nell’intimità del suo palazzo simile a residenza degli dei celesti, Nanda così se la godeva, il Buddha, arrivato per lui il momento della questua, giunse colà per chiedere l’elemosina.

25. Sguardo basso, libero da passione, si fermò davanti alla casa del fratello come davanti a qualunque altra casa, e così allora, non avendo assolutamente ricevuto alcuna elemosina, poiché nessuno della servitù si accorse di lui, se ne andò via. (more…)

giugno 16, 2016

Finalmente il voluttuoso Nanda: Saundarananda, capitolo IV, vv 1-23

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 11:52 am

1. Benché colà il Saggio predicasse la Legge e tutti i suoi parenti fossero ben disposti verso di Essa, Nanda, senza uscire dal suo palazzo viveva sempre accompagnandosi alla sua amata, intento esclusivamente all’amore.

2. Simile a pavone con la sua compagna, degno della sua amata e da questa mai separato, non gl’importava di riposarsi e nemmeno si curava del potere: trovandosi in una tale condizione, quando mai avrebbe potuto curarsi della Legge? (more…)

aprile 28, 2016

Nanda il Bello, cap. III: l’illuminazione e le prime predicazioni del Buddha

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag: — Giulio Geymonat @ 12:46 pm

1. Allora egli (il Buddha), per dedicarsi all’ascesi, abbandonò la città di Kapilavastu, affollata di cavalli, elefanti e carri, bella, sicura e abitata da gente galante; e, con mente risoluta, si recò nella foresta.

2. Ma quando vide che i famosi saggi avevano svariati testi sacri, e, nel fare ascesi, si attenevano a diverse regole di condotta, e che erano afflitti da un intenso desiderio per gli oggetti dei sensi, egli smise, considerando l’ascesi via insicura. (more…)

marzo 10, 2016

“Nanda il Bello”, capitolo II, vv. 46-65 (fine)

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 5:30 pm

Nel post precedente ho tradotto i versi 1-45 del capitolo II del poema intitolato “Nanda il Bello” (saundarAnandam mahAkAvyam) di Ashvaghosha (azvaghoSa), e rimando a tale post appunto per la traduzione dei versi 1-45 e per pochi brevissimi accenni di inquadramento storico-letterario dell’autore e dell’opera.
Eccovi invece la traduzione dei versi mancanti del capitolo II (46-65), molto intensi, dove si narra della nascita del Buddha e di suo fratello per parte di padre, Nanda, eroe principale del poema (trovate il testo in sanscrito da scaricare in pdf di tutto il capitolo II nella pagina download e alla fine di questo post). (more…)

febbraio 17, 2016

Il ritratto di un re ideale: Shuddhodana (il padre del Buddha, non uno qualunque!)

Filed under: etica,India classica,letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 8:17 pm

Nei versi dall’ 1 al 45 del capitolo II del Saundarananda o “Nanda il Bello”, il buddhista Ashvaghosha (azvaghoSa), l’autore di kAvya (nome sanscrito con cui si designa la letteratura d’arte) più antico di cui ci sia giunta l’opera (visse probabilmente nel I o nel II d.C.), descrive Shuddhodana (zuddhodana), mitico re di Kapilavastu, nella famiglia del quale decise di nascere il Buddha storico (al capitolo I è affidata invece la descrizione di Kapilavastu).

Oltre ad essere molto interessante per lo stile (Ashvaghosha, un brahmana convertitosi al buddhismo, raggiunse, secondo la tradizione, l’illuminazione in vita), che colpisce per la sua semplicità elegante (semplicità che non impedisce ad alcuni versi di essere non del tutto chiari, o comunque di essere passibili di interpretazioni divergenti), il passo su Shuddhodana è notevole in quanto ci offre il ritratto, senza tempo, di un re ideale, e per contrasto denuncia i maggiori difetti dei re “storici” (va detto inoltre che con ogni probabilità il destinatario principale di quest’opera, come in generale delle opere di kAvya, almeno quelle antiche, sicuramente fino a Kalidasa, era proprio un re, forse, nel caso di Ashvaghosha, Kanishka II). (more…)

novembre 11, 2015

La grammatica del Sanscrito: croce o delizia?

Filed under: Didattica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 11:48 am

Chiunque decida di studiare sanscrito deve, volente o nolente, memorizzare un notevole numero di regole e fatti grammaticali: è, io credo, questa la ragione principale che scoraggia chi intraprende lo studio del sanscrito, e che tiene alla larga un buon numero di persone che sarebbero, in teoria, attratte dal sanscrito, ma che, al solo sentire parlare di grammatica, decidono di fare altro (il più delle volte: di rimandare l’impresa ad un imprecisato futuro).

In verità, studiare la grammatica di base del sanscrito, non solo è una conditio sine qua non per potersi avvalere di quel potentissimo strumento linguistico e ermeneutico (quindi di complessivo potenziamento intellettuale e culturale) che è il sanscrito, ma è anche un’attività di per sé interessante, gratificante e utile. (more…)

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