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settembre 25, 2015

“Sinister Yogis” di D.G. White: interessante (anche se…)

Filed under: filosofia — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:29 am

Ho ricevuto in omaggio dall’amico e collega sanscritista Matthias Ahlborn “Sinister Yogis” di D.G. White, Chicago, 2009.

L’idea era che potesse esserci menzione, in esso, del MalatImadhava di Bhavabhuti, importante opera di teatro risalente al VII dC, che io e lo stesso Matthias stiamo studiando (ormai da mesi) insieme, e dove appunto compaiono personaggi d’asceti, alcuni dei quali sanguinosi e sinistri, dotati di svariati poteri magici. (more…)

luglio 14, 2015

Di cosa parlano gli Yogasutra di Patanjali?

Filed under: filosofia — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 10:48 pm

Come ho provato a sostenere nel post di Maggio scorso, è possibile (e anzi, altamente raccomandabile) leggere gli yogasutra di Patanjali in quanto tali, senza cioè avvalersi di nessun commento, di Vyasa o di chicchesia.

Così facendo appare un’opera, molto ben ripartita nei suoi quattro Libri (letteralmente “passi”, in sanscrito pAda), capace di rispondere in maniera ineccepibile al requisito fondamentale dei testi sutra, ovvero la concisione estrema coniugata con una descrizione completa (senza cioè che nulla si trovi “fuori” dal quadro tracciato) del soggetto dei sutra stessi, che nel caso degli yogasutra è lo Yoga, che Patanjali concepisce come via di purificazione e di trasformazione, radicale e irreversibile, di se stessi e della realtà. (more…)

maggio 30, 2015

Gli Yogasutra di Patanjali: come affrontarli?

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 11:42 pm

Mi sto cimentando, da circa tre anni, con lo studio e la traduzione degli Yogasutra di Patanjali, stimolato dalla richiesta, prima di un’allieva poi di un’altra, di studiare, via Skype, tale testo nell’originale sanscrito.

Il “genere sutra”, di cui gli Yogasutra di Patanjali sono un famosissimo esempio, è molto importante nella letteratura sanscrita dei primi secoli dopo Cristo, e rappresenta l’ambizione di descrivere in maniera il più possibile concisa, senza perdere in accuratezza, uno specifico soggetto, usando singoli enunciati più o meno autonomi fra loro, costituiti il più delle volte da una frase, ma non così di rado anche da due. (more…)

giugno 2, 2012

Dalla BhagavadgItA, capitolo III

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 3:38 am

na karmaNAm anArambhAn naiSkarmyaM puruSo’aznute
na ca saMnyasanAd eva siddhiM samadhigacchati 3.4

Un uomo non sfugge alla necessità di agire evitando di intraprendere azioni,
né col solo rinunciare ai beni terreni conquista la perfezione.

na hi kazcit kSaNam api jAtu tiSThaty akarmakRt
kAryate hy avazaH karma sarvaH prakRtijair guNaiH 3.5

Nessuno neppure per un istante può mai stare senza compiere un’azione:
sono infatti le forze intrinseche della realtà che costringono ognuno ad agire.

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aprile 30, 2010

Il problema dell’ India “spirituale”

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 11:05 pm

Quando mi indispongo nei confronti dei tanti che, esaltando l’India come terra di saggezza, collegano la portata e l’importanza dell’eredità culturale dell’India cosiddetta classica esclusivamente ad un ambito religioso, spirituale, teologico e di “realizzazione individuale”, non è certo perché io non sia affascinato dall’India, ma perché, senza nulla togliere all’ambito spiritual-religioso, mi sembra una riduzione particolarmente fuorviante: l’India offre molto di più e di meglio (nel senso di unico, di specifico, di “utile” per noi oggi) proprio nella direzione opposta, quella del pensiero laico e materialista. (more…)

marzo 16, 2010

L’importanza della Bhagavadgita: qual’è?

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 12:27 am

La Bhagavadgita è forse il testo indiano antico (insieme, ironicamente, al Kamasutra) di cui si sente più parlare: spesso è descritto come un testo sublime e illuminante, come il Vangelo dell’India, la base di tutta la filosofia indiana, ecc. ecc.

In realtà, quando si legge la Bhagavadgita in italiano, si è colpiti soprattutto da una notevole ripetitività e da concetti che, di per loro, appaiono piuttosto inquietanti, almeno ai nostri occhi.

In particolare la Bhagavadgita insiste molto da un lato sull’azione distaccata ed equanime caratterizzata dalla rinuncia ai frutti dell’azione stessa, dall’altro sull’azione incentrata sul Signore supremo, in cui e di cui tutta la realtà è intessuta. (more…)

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