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maggio 18, 2017

Nanda il Bello, capitolo VIII, vv. 1-21: Nanda sotto lo sguardo di un altro monaco

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 8:13 pm

1. Allora un altro monaco, incontrando Nanda — sguardo perso, divorato dal desiderio di andarsene a casa e allo stesso tempo turbato da questo stesso desiderio — gli si rivolse con occhi benevoli, mosso da un sentimento di amicizia.

2. “Cos’è questa faccia rannuvolata su cui piovono lacrime? Appare chiaro che un profondo turbamento ti oscura l’anima: ma ricomponiti! Non lasciarti andare all’abbattimento! Infatti il piagnisteo e la ricerca della pace interiore non s’associano minimamente.
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marzo 9, 2017

Nanda il Bello, cap. VII, vv. 1-24: Nanda si sfoga

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:04 pm

1. Così Nanda, capace con il corpo di portare le vesti monacali conferitegli secondo i precetti dal maestro, ma incapace di farlo con la mente, provando vergogna per le fantasie interiori sempre rivolte alla moglie, non si rasserenava.

2. Con la bellezza dei fiori di quella primavera, con gli attacchi molteplici del dio dell’Eros e con la voglia di muoversi tipica della giovane età, lui, rinchiuso nell’eremo con gli altri monaci, non poteva trovare pace.
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febbraio 2, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 35-49 (fine capitolo): Sundarii consolata dalle donne di casa

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 8:23 pm

35. Sentendo piangere accoratamente Sundarii dai bei denti, le donne del palazzo, sommamente allarmate, corsero su, dall’interno della casa, fino all’ultimo piano, simili a ninfe celesti che salgono in cima ad una montagna.

36. Col volto abbattuto e bagnato di lacrime, simili a loti dal fiore gravato dal peso della pioggia, si sedettero, nel rispetto del loro status e secondo il loro affetto, vicino a lei, e la seguirono nel suo bruciante dolore. (more…)

gennaio 27, 2017

Nanda il Bello, capitolo VI, vv. 26-34: dolore e follia di Sundarii

26. Lei, indossando una veste del colore del loto, il volto simile a loto e con occhi ampi come foglie di loto, simile alla dea Padmaa senza loto o alla dea Lakshmii caduta in terra, appariva sciupata come ghirlanda di loti per effetto della calura.

27. E pensando e ripensando alle qualità del marito, lungamente sospirò, e quasi svenendo agitò gli avambracci, carichi della bellezza degli ornamenti, e le dita color del rame. (more…)

gennaio 20, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 1-25: la disillusione della moglie Sundarii

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 3:33 pm

1. Così, portato via il marito dal Maestro, confiscata la gioia e inflitta la pena d’amore, rimanendo in quella stessa stanza in cima al palazzo, Sundari la bella non sembrava più se stessa.

2. Fissa a scrutare la via del ritorno del marito, invadendo la finestra coi suoi seni, se ne stava appoggiata al cornicione della terrazza, lo sguardo rivolto alla porta di casa, il volto piegato e gli orecchini obliqui su di esso.
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dicembre 8, 2016

Il secondo discorso del Buddha: Nanda soccombe (Nanda il Bello, cap. V, vv. 33 – fine capitolo)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 10:21 pm

33. Così parlò il Tathagatha compassionevole nei confronti di tutti gli esseri, e Nanda con voce ferma ma abbattendosi in cuor suo disse al Sugata: “E’ come tu dici”.

34. Allora volendolo sottrarre all’infatuazione amorosa e pensando che fosse pronto per ricevere la dottrina, il grande saggio con mente benevola disse: “Ananda, conferisci a Nanda l’inizziazione, in vista della sua tranquillità d’animo.”

35. Quindi Ananda, il saggio del Videha, disse a Nanda che dentro sé stava piangendo: “Vieni”, e quello lentamente lo raggiunse, ma quando lo ebbe raggiunto gli disse: “Io non diventerò monaco”.
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luglio 18, 2011

Bhagavadgita, canto I, traduzione

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 11:42 am

1. “Radunatisi desiderosi di combattere nel Campo di Kuru, che è campo di Giustizia, che cosa fecero i miei figli e i figli di Pandu, o Samjaya?”

2. “Fu dopo aver osservato la prima linea dei Pandava schierata, che Duryodhana, il re, recatosi dal suo maestro, gli disse: (more…)

maggio 8, 2011

La risposta al duhkha: religione o filosofia?

Filed under: filosofia — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 12:24 am

Molti individuano nella centralità della riflessione sul duhkha (duHkha) o Dolore Esistenziale, la differenza radicale fra filosofia indiana e filosofia occidentale: se la filosofia occidentale, dalle sue origine greche “ad oggi”, è tesa fondamentalmente a cercare la verità (molto spesso come via d’accesso al bene, ma anche come via che porta ad una serenità interiore; altre volte come via che incita alla lotta per la giustizia), l’obiettivo della riflessione filosofica indiana sarebbe invece esclusivamente, o comunque fondamentalmente, quello di sconfiggere il Dolore, come spesso si traduce il termine duhkha. (more…)

marzo 25, 2011

Solo i soldi: il resto, a che serve?

Filed under: filosofia — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 5:05 pm

E’ difficile non pensare, oggi, in Italia, che i soldi, la ricchezza, il guadagno, gli oggetti preziosi, ecc., siano gli unici valori che “(r)esistono”, sia nel senso che sono gli unici ad avere un concreto effetto sulla realtà, sia nel senso che sono gli unici valori universalmente riconosciuti.

I soli che si permettono, e non sempre, di asserire il contrario –si permettono di dire cioè che no, non è vero, altri sono i valori, o comunque esistono indubitabilmente altri valori, e altrettanto importanti se non di più: che ne so? la cultura, il rispetto, l’amore, gli amici, ecc…–sono immancabilmente coloro che di soldi ne hanno comunque abbastanza (ma basta riincontrarli in un momento in cui di soldi non ne hanno abbastanza–i soldi non sono mai abbastanza, quindi è probabile che questo avvenga, prima o poi–e saranno i primi a ricredersi, e a ritornare su posizioni saldamente “soldo-centriche”). (more…)

febbraio 7, 2011

Bhartrhari e la sconfitta della vita

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 9:16 am

Legate al nome di Bhartrhari, ci sono giunte tre centurie  di versi sciolti molto famose: una il cui argomento è la condotta umana  (chiamata nitishataka), una legata a tematiche d’amore (chiamata shringarashataka) e una dedicata al sentimento di sconfitta esistenziale (chiamata vairagyashataka).

Le poesie che formano la vairagyashataka, o centuria della disillusione esistenziale, sono molto interessanti perché “osano” poetare su quanto di più angoscioso e inesorabile esista: il decadimento psico-fisico che inevitabilmente accompagna la vecchiaia, la sensazione di perdita di “presa” sulla vita,  l’attesa e la paura della fine.

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