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ottobre 4, 2017

Serata di poesia sanscrita e tecniche di rilassamento a Milano!

Filed under: Didattica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:27 pm

A milano, il martedì 24 ottobre prossimo a partire dalle 18,45 fino alle 20,15 circa, in c.so Garibaldi 11, presso la sede della onlus Gaia Animali & Ambiente, è in programma il primo incontro di un ciclo che insieme a Patricia Meyer, insegnante di yoga e impegnata in prima persona nel campo della cultura e della solidarietà sociale, dedicheremo al rapporto fra fruizione di opere letterarie e pratica meditativa.

Due sono gli aspetti che costituiscono il nostro punto comune di partenza: (more…)

marzo 9, 2017

Nanda il Bello, cap. VII, vv. 1-24: Nanda si sfoga

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:04 pm

1. Così Nanda, capace con il corpo di portare le vesti monacali conferitegli secondo i precetti dal maestro, ma incapace di farlo con la mente, provando vergogna per le fantasie interiori sempre rivolte alla moglie, non si rasserenava.

2. Con la bellezza dei fiori di quella primavera, con gli attacchi molteplici del dio dell’Eros e con la voglia di muoversi tipica della giovane età, lui, rinchiuso nell’eremo con gli altri monaci, non poteva trovare pace.
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gennaio 27, 2017

Nanda il Bello, capitolo VI, vv. 26-34: dolore e follia di Sundarii

26. Lei, indossando una veste del colore del loto, il volto simile a loto e con occhi ampi come foglie di loto, simile alla dea Padmaa senza loto o alla dea Lakshmii caduta in terra, appariva sciupata come ghirlanda di loti per effetto della calura.

27. E pensando e ripensando alle qualità del marito, lungamente sospirò, e quasi svenendo agitò gli avambracci, carichi della bellezza degli ornamenti, e le dita color del rame. (more…)

giugno 16, 2016

Finalmente il voluttuoso Nanda: Saundarananda, capitolo IV, vv 1-23

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 11:52 am

1. Benché colà il Saggio predicasse la Legge e tutti i suoi parenti fossero ben disposti verso di Essa, Nanda, senza uscire dal suo palazzo viveva sempre accompagnandosi alla sua amata, intento esclusivamente all’amore.

2. Simile a pavone con la sua compagna, degno della sua amata e da questa mai separato, non gl’importava di riposarsi e nemmeno si curava del potere: trovandosi in una tale condizione, quando mai avrebbe potuto curarsi della Legge? (more…)

dicembre 10, 2014

Dal Meghaduta, o “Il messaggio affidato alla nuvola”, di Kalidasa: una “selezione poetica”

Ho dedicato gli ultimi post pubblicati a spiegare le motivazioni che mi spingono a dubitare fortemente dell’originalità di molti dei versi presenti nelle edizioni a stampa (e di conseguenza nelle traduzioni) del Meghaduta di Kalidasa, e ad essi rimando anche per i dettagli sui criteri (che sono sostanzialmente stilistici) di inclusione ed esclusione dei versi nella presente “selezione poetica”.

Voglio ancora aggiungere che a mio avviso è davvero un peccato che Kalidasa non sia mai entrato, in occidente in generale e in Italia in particolare, sia a livello di cultura elevata che a livello di cultura maggiormente condivisa, nel novero dei “veri” poeti, degni di essere conosciuti, studiati e amati da parte di tutti. (more…)

maggio 20, 2012

La Vasavadatta del sogno, Atto 1 (terza parte)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 9:55 pm

(Entra allora un giovane Studente)

Studente — (Osservando il cielo) Si è fatto mezzogiorno. Son stanco morto: devo trovare un posto dove riposarmi un po’. (Si sposta sul palco) Ecco: là deve cominciare un eremo. Infatti,

12. I cervi si aggirano tranquilli, rassicurati dal luogo; gli alberi, tutti curati con amore, han chiome cariche di fiori e frutti; c’è un gran numero di bovini, la maggior parte della razza più sacra; i campi non sono coltivati. Non vi è dubbio alcuno: questo è un eremo, ed infatti si vede, in più punti, alzarsi del fumo. (more…)

giugno 28, 2011

Lo splendore di Parvati: Kumarasambhava, I, 31-48

In due precedenti post, ho tradotto i primi 30 versi del Kumarasambhava o “Nascita del Principe”, poema in otto canti che narra la storia della concezione del figlio di Shiva e Parvati, sommo dio e sua consorte,  scritto dal grande poeta, campione di raffinatezza e sensibilità, e grande visionario, Kalidasa (ca IV d.c.), certamente il nome più noto della poesia sanscrita, in India e in Occidente.

Dopo aver descritto i “genitori” di Parvati, cioè i monti-divinità Himalaya e Mena, la nascita di un suo fratello, la nascita della stessa Parvati e la sua infanzia (vv. 1-30), il poeta, nei versi che traduco in questo post, descrive (in un “movimento” mozzafiato, che dai piedi della dea ci porta fino ai suoi capelli) lo splendore del corpo di Parvati diventata donna: sarà questo corpo che Shiva amerà, e grazie al genio di Kalidasa, possiamo ancora contemplarne la bellezza conturbante. (more…)

aprile 4, 2011

“La nascita del principe” di Kalidasa: incipit

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 6:00 pm

Kalidasa (kAlidAsa) è di gran lunga il poeta più famoso, sia in India sia in Occidente, nel panorama della letteratura sanscrita: la sua sensibilità poetica, la sua eleganza di stile e la capacità di “erotizzare” col suo sguardo ogni cosa che descrive, lo rendono un poeta di importanza planetaria.

Godetevi dunque, in un mio tentativo di traduzione, l’incipit (vv. 1-18) di una sua famosa opera, “La nascita del Principe” (kumArasambhavam), dove troverete la descrizione del mitico Monte-Divinità Himalaya (Residenza del Ghiaccio), padre di Parvati (pArvatI), futura sposa del dio Shiva (ziva), dal cui amore nascerà appunto il Principe oggetto dell’opera (in viii canti per un totale di circa 630 versi.)

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