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aprile 28, 2010

Ancora Devasharma

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 6:30 pm

Mi è tornato in mente Devasharma, il protagonista della storia del Pancatantra (leggi Panciatantra) tradotta nel post del 3 marzo, col suo gruzzolo sempre addosso.

Ossessivamente sotto l’ascella notte e giorno.

Almeno in parte siamo tutti come lui custodi di preziosi gruzzoletti, materiali e “spirituali”. (more…)

aprile 21, 2010

Storia di Devasharma: una lettura (parte 1)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 4:22 pm

La storia di Devasharma, che trovate “spezzata” in quattro post (del 3, 6 e 21 marzo, e del 15 aprile), presenta dei tratti tipici del Panchatantra: ironia, capacità di rappresentare dei “tipi umani” molto realistici, una morale “ambigua” nel senso che non sempre è chiaro chi siano e se ci siano i buoni e i cattivi, estrema agilità e spessore  narrativo.

Il Panchatantra, è un libro di storie, il più antico che ci sia giunto dall’India e certamente il più famoso: tradotto per la prima volta in persiano intorno al VI d.C (versione persa), fu poi tradotto in siriaco e in arabo (sempre nel VI), di nuovo in persiano e in greco (Ca X dC), poi in ebraico (XIII) e dall’ebraico in latino, e dal latino in molte lingue europee (per primo, all’inizio del XVI, in italiano). (more…)

aprile 15, 2010

Il barbiere accusato ingiustamente (Devasharma pt. IV)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 6:51 am

(Le precedenti tre “puntate” di questa intrigante ed intricata storia presa dal Panchatantra sono pubblicate nei post del 3, del 6 e del 21 Marzo scorsi; questa la conclusione: buona lettura!)

La moglie del barbiere, intermediaria dell’amore furtivo della moglie del tessitore, con in mano il naso precedentemente mozzatole, tornò a casa propria e si mise a pensare: “Che fare ora? Come posso nascondere questa profonda ferita?”. (more…)

marzo 21, 2010

Storia di Devasharma (parte III): considerazioni sulle donne.

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 5:44 pm

(Prosegue la storia di Devasharma: le prime due “puntate” le trovate nei post del 3 e del 6 marzo. Buona lettura!)

Devasharma, dal canto suo, che aveva visto come erano andate le cose, pieno di meraviglia disse:

“I trucchi dei demoni più astuti, quelli di Shambara,  di Namuci, di Bali e perfino quelli di Kumbhinasa, le donne li conoscono tutti.”

“Ridendoci assieme quando ride,  piangendoci quando piange e usando parole gentili, le donne riescono, basta solo un po’ di tempo, a conquistare chi non le ama.”

“Gli insegnamenti dell’antico saggio Ushanas, e pure quelli del dio Brhaspati, non possono eguagliare l’intelligenza delle donne: come dunque le si potrebbe mai tenere sotto controllo?” (more…)

marzo 6, 2010

Dal Pancatantra: (Devasharma, II parte) Il tessitore e la moglie infedele

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:12 am

Questo il seguito della storia di Devasharma (post del 3 Marzo 2010): è il momento del tessitore, di sua moglie e dell’amica di questa…divertitevi!

Quindi, proseguendo così, sul far della sera Devasharma giunse nei pressi di un villaggio.

Proprio allora, da quel medesimo villaggio, un tessitore e sua moglie si misero in marcia verso la città vicina per andare a ubriacarsi un po’.

Devasharma, visto quell’uomo, gli si rivolse in questi termini: “Ascolta, amico: siamo giunti al tuo cospetto in veste di ospiti, portati dal sole. Non conosciamo nessuno del villaggio: per cui te ne prego accettaci come ospiti! (more…)

marzo 3, 2010

Dal Pancatantra: le avventure di Devasharma (I parte)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 4:37 pm

Il Pancatantra (pronuncia: “panciatantra”) è un meraviglioso libro di storie raccontate da animali.  Eccovi la storia di Devasharma: godetevela!

In un eremo isolato viveva un sant’uomo di nome Devasharma.  Col passar del tempo, grazie alla vendita delle raffinate vesti di cui innumerevoli brave persone gli avevano fatto dono, si trovò a possedere un bel gruzzolo di soldi.  Di conseguenza egli si fece sospettoso nei confronti di chiunque: né di giorno né di notte abbandonava il suo gruzzolo tenendolo ben nascosto sotto l’ascella. Del resto giustamente si dice:

“Faticoso è guadagnarsi le ricchezze, e faticoso è proteggerle! Per ottenerli son dolori, quando li si perdono son dolori: maledetti siano i soldi, sempre connessi con le disgrazie!”

Un giorno, un furfante specializzato in furti di nome Ashadhabhuti, notando quel bel gruzzolo di soldi tenuto sotto l’ascella, pensò: (more…)

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