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maggio 18, 2017

Nanda il Bello, capitolo VIII, vv. 1-21: Nanda sotto lo sguardo di un altro monaco

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 8:13 pm

1. Allora un altro monaco, incontrando Nanda — sguardo perso, divorato dal desiderio di andarsene a casa e allo stesso tempo turbato da questo stesso desiderio — gli si rivolse con occhi benevoli, mosso da un sentimento di amicizia.

2. “Cos’è questa faccia rannuvolata su cui piovono lacrime? Appare chiaro che un profondo turbamento ti oscura l’anima: ma ricomponiti! Non lasciarti andare all’abbattimento! Infatti il piagnisteo e la ricerca della pace interiore non s’associano minimamente.
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ottobre 21, 2016

Nanda il Bello, capitolo V, vv. 1-15: Nanda incastrato

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 10:06 pm

1. Allora i nobili, scendendo chi da cavallo, chi da una carrozza, chi da un elefante, e i commercianti uscendo dai loro empori, si inchinarono al grande saggio, presi da grande devozione.

2. Alcuni, dopo averlo riverito, lo seguirono per un tratto, alcuni lo riverirono e se ne andarono a curare i loro affari, alcuni lo salutarono con devozione restandosene nelle proprie abitazioni, gli occhi intenti al solo guardarlo. (more…)

marzo 10, 2016

“Nanda il Bello”, capitolo II, vv. 46-65 (fine)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 5:30 pm

Nel post precedente ho tradotto i versi 1-45 del capitolo II del poema intitolato “Nanda il Bello” (saundarAnandam mahAkAvyam) di Ashvaghosha (azvaghoSa), e rimando a tale post appunto per la traduzione dei versi 1-45 e per pochi brevissimi accenni di inquadramento storico-letterario dell’autore e dell’opera.
Eccovi invece la traduzione dei versi mancanti del capitolo II (46-65), molto intensi, dove si narra della nascita del Buddha e di suo fratello per parte di padre, Nanda, eroe principale del poema (trovate il testo in sanscrito da scaricare in pdf di tutto il capitolo II nella pagina download e alla fine di questo post). (more…)

novembre 17, 2010

Quanto dista la fine del samsara?

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 9:09 am

E’ noto che la teoria della trasmigrazione, o teoria del samsara (saMsAra) prevede infinite rinascite prima di poter raggiungere la fine del ciclo di nascita-e-morte.

Ma che cosa rende tanto difficile raggiungere la fine del saMsAra? Perché sono necessarie infinite esistenze? Bhartrhari, grande poeta e filosofo, sa di chi è la colpa! Ecco la sua risposta sotto forma di poesia (in Harvard-Kyoto) (more…)

aprile 30, 2010

Il problema dell’ India “spirituale”

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 11:05 pm

Quando mi indispongo nei confronti dei tanti che, esaltando l’India come terra di saggezza, collegano la portata e l’importanza dell’eredità culturale dell’India cosiddetta classica esclusivamente ad un ambito religioso, spirituale, teologico e di “realizzazione individuale”, non è certo perché io non sia affascinato dall’India, ma perché, senza nulla togliere all’ambito spiritual-religioso, mi sembra una riduzione particolarmente fuorviante: l’India offre molto di più e di meglio (nel senso di unico, di specifico, di “utile” per noi oggi) proprio nella direzione opposta, quella del pensiero laico e materialista. (more…)

marzo 3, 2010

Dal Pancatantra: le avventure di Devasharma (I parte)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 4:37 pm

Il Pancatantra (pronuncia: “panciatantra”) è un meraviglioso libro di storie raccontate da animali.  Eccovi la storia di Devasharma: godetevela!

In un eremo isolato viveva un sant’uomo di nome Devasharma.  Col passar del tempo, grazie alla vendita delle raffinate vesti di cui innumerevoli brave persone gli avevano fatto dono, si trovò a possedere un bel gruzzolo di soldi.  Di conseguenza egli si fece sospettoso nei confronti di chiunque: né di giorno né di notte abbandonava il suo gruzzolo tenendolo ben nascosto sotto l’ascella. Del resto giustamente si dice:

“Faticoso è guadagnarsi le ricchezze, e faticoso è proteggerle! Per ottenerli son dolori, quando li si perdono son dolori: maledetti siano i soldi, sempre connessi con le disgrazie!”

Un giorno, un furfante specializzato in furti di nome Ashadhabhuti, notando quel bel gruzzolo di soldi tenuto sotto l’ascella, pensò: (more…)

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