sanscrito.it

settembre 25, 2015

“Sinister Yogis” di D.G. White: interessante (anche se…)

Filed under: filosofia — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:29 am

Ho ricevuto in omaggio dall’amico e collega sanscritista Matthias Ahlborn “Sinister Yogis” di D.G. White, Chicago, 2009.

L’idea era che potesse esserci menzione, in esso, del MalatImadhava di Bhavabhuti, importante opera di teatro risalente al VII dC, che io e lo stesso Matthias stiamo studiando (ormai da mesi) insieme, e dove appunto compaiono personaggi d’asceti, alcuni dei quali sanguinosi e sinistri, dotati di svariati poteri magici. (more…)

aprile 16, 2012

Un tipico carteggio…che allieta le mie giornate

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — Giulio Geymonat @ 1:04 am

In occasione della conferenza “Il sanscrito fra mito e realtà” tenuta giovedì scorso a Milano presso lo Studio d’Arte del Lauro, ho menzionato il fatto che spesso chi viene attratto dal sanscrito, parte già con idee fisse, profondamente dogmatiche, e non pensa che magari leggendo direttamente i testi in sanscrito potrebbe trarne un’idea diversa.

E, aggiungevo, la cosa mi affligge e mi stupisce abbastanza, poiché io invece “scelgo” del sanscrito soprattutto la sua scientificità, che per me significa libertà di interpretazione, e voglia di indagare coi propri occhi e la propria mente l’eredità culturale indiana classica. (more…)

febbraio 25, 2011

I limiti dell’approccio filologico ai testi in sanscrito

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 6:06 pm

In sanscrito ci è giunta una mole di testi impressionante:  si è infatti scritto per quasi duemila anni (o anche di più, se includiamo i Veda, scritti in quel che potremmo chiamare sanscrito arcaico)  praticamente di ogni argomento, sia “religioso” che “profano”.

Oltre ad essere la lingua per eccellenza della letteratura religiosa (sia del rituale che della speculazione, nonché per la devozione), in sanscrito sono state scritte opere di tipo artistico  (poesia, narrativa, teatro) , di tipo scientifico-descrittivo (per codificare e trasmettere tutto il patrimonio tecnico-scientifico) e di tipo legislativo-normativo (i codici della legge). (more…)

dicembre 19, 2010

Proto-capitalismo?

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 8:41 am

In linea con la sua giustamente famosa razionalità, Kautilya, autore del Trattato Economico-Politico o Arthashastra (arthazAstra), risalente forse al III aC o più probabilmente a qualche secolo dopo, pone sullo stesso piano, menzionandoli in due versi successivi (9.4.26 e 9.4.27), l’ingenuo che interroga gli astri per incrementare i propri beni e gli uomini che si sforzano di costituire una ricchezza senza avere un capitale di partenza. (more…)

ottobre 3, 2010

Sanscrito o vedico?

Filed under: Didattica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 8:13 pm

La definizione di che cosa sia esattamente il sanscrito e, in particolare, la sua distinzione dal vedico sono questioni complesse e controverse ma di imprescindibile  importanza per mettere a fuoco, da un punto di vista didattico (lato insegnante e lato studente), i contenuti specifici della grammatica sanscrita (cosa rientra nel sanscrito e cosa nel vedico), e per tenere distinti, da un punto di vista letterario, il corpus vedico da quello sanscrito.

Al di là  del fatto che esistono sempre, in ogni tentativo di categorizzazione netta di qualunque realtà o fenomeno, zone grigie fra una categoria e l’altra, il caso del sanscrito e del vedico è particolarmente delicato perché si intrecciano, nel definire cosa è vedico e cosa è sanscrito, questioni  linguistiche, storiche, letterarie e ideologiche. (more…)

maggio 14, 2010

L’India della memoria fra oralità e scrittura

Filed under: India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 6:00 pm

Nell’insopportabile bailamme del Salone del Libro di Torino, sono riuscito a sentire un’interessante conferenza del Professor Filliozat, ora in pensione, sanscritista di fama mondiale, che da 50 anni vive fra l’India e la Francia (ha sposato una donna appartenente ad una famiglia brahmana, anche lei ricercatrice e studiosa).

Temi dell’incontro erano da un lato le tecniche mnemoniche dei Pandit, i sacerdoti tradizionali appartenenti alla casta dei brahmana, in particolare rivolte alla memorizzazione della parte in versi del Rgveda (i mantra), e d’altro lato il tema del rapporto fra cultura orale e cultura scritta nell’India tradizionale. (more…)

marzo 5, 2010

“La nozione di “Civiltà Indiana” è un luogo dell’immaginario”

Filed under: Didattica,India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 11:14 pm

Posto una interessantissima e-mail che mi giunge dal caro amico Massimo Candellero, che oltre a essere persona squisita possiede una vastissima conoscenza frutto di profondi studi e innumerevoli viaggi (da me invidiatissimi!) in tutta l’Asia: nello spirito di questo blog condivido la fortuna di avere amici così sapienti! Come potrete vedere, la mail di Massimo, partendo da una critica alla mia sintesi della civiltà indiana classica (fatta nel post “Il mito dell’immutabilità dell’India”), tocca una quantità di punti interessantissimi (su molti dei quali io purtroppo so pochissimo!) su cui con ogni probabilità vorrò tornare.

Caro Giulio,

mi rallegro della tua iniziativa, che mi ha molto interessato.

Ho letto gli articoli raccolti sul sito: i primi, spero, di una lunga serie, da cui mi attendo di apprendere molto.

Ho apprezzato quelle riflessioni in ordine ai rapporti tra Orientalismo accademico, etnocentrismo, razzismo e cliché culturali.

Ho trovato pure assai utile quella sintesi sull’evoluzione della cultura indiana nel corso dei secoli.

Però – mi chiedo – non è forse essa stessa viziata, seppur inconsapevolmente, da un certo approccio culturale e dai filtri in esso operanti? (more…)

febbraio 24, 2010

Il mito dell’India immutabile

Filed under: India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 8:38 pm

A tutti è capitato di leggere, o di sentire dire, che l’India è una civiltà millenaria immutata dai tempi del Veda.

La “prova” di questo (tra le altre) sarebbe l’esistenza stessa dei brahmana (o come si diceva un tempo, bramini), casta di sacerdoti  che eseguono, apparentemente, gli stessi riti da oltre due millenni.

I brahmana non di rado vengono paragonati ai sacerdoti di epoca romana o greca (il sacrificio vedico ha una matrice sicuramente indoeuropea che lo avvicina in parte a quello greco-romano). E si dice, per marcare la differenza con l’occidente dove tutto è cambiato (in particolare progredito), più o meno: “E’ come se a Roma, o ad Atene, ci fossero ancora gli altari e i sacerdoti vi eseguissero i sacrifici come ai tempi degli antichi”.

I brahmana sarebbero la continuità vivente di una tradizione millenaria, e ne dimostrerebbero l’immutabilità.  Immutabilità che è del pensiero come della loro lingua, il sanscrito, per definizione immutabile.

In effetti non è affatto così e non potrebbe mai esserlo. (more…)

febbraio 9, 2010

Le insidie del metodo comparativo: il caso dell’India

Filed under: India classica — Tag:, — Giulio Geymonat @ 2:23 am

Lo studio del sanscrito e dell’immensa tradizione testuale indiana classica, si diffuse in Europa, e con notevole clamore, quando ci si accorse che questa lingua indiana antica era comparabile, in virtù di sostanziali somiglianze grammaticali e morfologiche, col greco e col latino.

Fu in una conferenza tenuta in occasione del terzo anniversario della Asiatic Society di Calcutta che Sir William Jones, nel 1786, comunicò al mondo questa notizia, concludendo che, non potendo attribuire al caso le tante somiglianze, queste tre lingue dovevano nascere da una comune lingua madre, forse non più esistente (stranamente così si espresse: se ne deduce quanto “ottimismo” animasse questi studiosi! Del resto si era nel pieno del “miracolo” europeo). (more…)

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