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ottobre 25, 2017

Nanda il Bello, cap IX, vv.1-23: sulla fragilità del corpo umano

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 6:45 am

1. Allora Nanda, benché rivolto in questi termini da quel monaco, non si rassegnò riguardo all’amata: a tal punto infatti pensava a lei che nemmeno sentì il discorso dell’altro, quale uomo stordito nei sensi.

2. Come il malato che vuole morire non coglie il discorso di un medico che desidera apportargli un beneficio, esattamente in tal modo egli non colse, inebriato da vigore, bellezza e gioventù, quel giusto discorso del monaco.

3. E non vi è nulla di eccezionale se la mente di chi è avvolto nella tenebra interiore viene sopraffatta dal vizio dell’erotismo: fintantoché alberga nel profondo di un uomo anche solo una circoscritta zona di tenebre, ritorna ancora e ancora il suo vizio. (more…)

agosto 16, 2017

Contro le donne: parte II (Nanda il Bello, cap VIII, v.47-fine capitolo)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 10:34 pm

47. Ammettiamo che non vedi che la mente delle donne è piena di intenzioni pericolose, è nefasta per la sua doppiezza ed è incostante; ma come puoi non vedere che il loro corpo è impuro, una percolante dimora di non essere?

48. Non capisci, accecato dalla passione, che desideri una cosa brutta, che viene giorno per giorno finemente contraffatta con abluzioni, profumi e vesti.
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luglio 9, 2017

Nanda il Bello, cap VIII, vv 22-46: contro le donne, pt. 1

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 4:26 pm

22. Riflettendo in questi termini su di lui che era straziato dalle pene d’amore e dopo averlo osservato per un po’, quel monaco, spinto dal desiderio di fare del bene, pronunciò un discorso sgradevole ma veritiero:

23. “Se proprio non riesci a provare la gioia della liberazione, tu che non distingui ciò che è moralmente giusto dal suo contrario, che sei tutto preso dagli oggetti dei sensi e che non riesci a vedere ciò che è qui a portata di mano, (more…)

maggio 18, 2017

Nanda il Bello, capitolo VIII, vv. 1-21: Nanda sotto lo sguardo di un altro monaco

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 8:13 pm

1. Allora un altro monaco, incontrando Nanda — sguardo perso, divorato dal desiderio di andarsene a casa e allo stesso tempo turbato da questo stesso desiderio — gli si rivolse con occhi benevoli, mosso da un sentimento di amicizia.

2. “Cos’è questa faccia rannuvolata su cui piovono lacrime? Appare chiaro che un profondo turbamento ti oscura l’anima: ma ricomponiti! Non lasciarti andare all’abbattimento! Infatti il piagnisteo e la ricerca della pace interiore non s’associano minimamente.
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aprile 20, 2017

Nanda il Bello, cap VII vv. 46-52 (fine capitolo): Nanda si risolve a scappare

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 7:49 pm

46. “Se una tale schiera di dèi, veggenti e re dipesero dalle proprie donne in quanto dipendenti dall’amore, quanto posso essere in pena io che sono ben meno dotato di intelligenza e spessore morale, senza vedere la mia amata?

47. Perciò me ne andrò dritto a casa, e mi dedicherò, con piacere, nuovamente al piacere, come prescritto dalla norma: non è infatti appropriato portare la veste monacale per chi ha la mente rivolta ad altro, i sensi incontrollati, ed è sviato dalla retta via.
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dicembre 8, 2016

Il secondo discorso del Buddha: Nanda soccombe (Nanda il Bello, cap. V, vv. 33 – fine capitolo)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 10:21 pm

33. Così parlò il Tathagatha compassionevole nei confronti di tutti gli esseri, e Nanda con voce ferma ma abbattendosi in cuor suo disse al Sugata: “E’ come tu dici”.

34. Allora volendolo sottrarre all’infatuazione amorosa e pensando che fosse pronto per ricevere la dottrina, il grande saggio con mente benevola disse: “Ananda, conferisci a Nanda l’inizziazione, in vista della sua tranquillità d’animo.”

35. Quindi Ananda, il saggio del Videha, disse a Nanda che dentro sé stava piangendo: “Vieni”, e quello lentamente lo raggiunse, ma quando lo ebbe raggiunto gli disse: “Io non diventerò monaco”.
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dicembre 3, 2016

Nanda il bello, cap V, vv. 19-32: Buddha cerca di convincere Nanda disperato

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 6:00 pm

[Riprendo la traduzione del capitolo V, arrivata al verso 15 nel post precedente, dal verso 19, poiché ritengo i versi 16, 17 e 18 spuri]

19. Ma Nanda, muovendosi a fatica, lentamente seguì, non avendo via di scampo, il Maestro, pensando al volto della moglie che lo guardava con occhi vogliosi, con la decorazione ancora fresca.

20. E così il Saggio lo portò, lui che amava portare collane di perle, eccitato dalla Primavera in atto, dritto al monastero che interrompe le gioie dell’amore, l’amato giardino della conoscenza. (more…)

aprile 28, 2016

Nanda il Bello, cap. III: l’illuminazione e le prime predicazioni del Buddha

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:46 pm

1. Allora egli (il Buddha), per dedicarsi all’ascesi, abbandonò la città di Kapilavastu, affollata di cavalli, elefanti e carri, bella, sicura e abitata da gente galante; e, con mente risoluta, si recò nella foresta.

2. Ma quando vide che i famosi saggi avevano svariati testi sacri, e, nel fare ascesi, si attenevano a diverse regole di condotta, e che erano afflitti da un intenso desiderio per gli oggetti dei sensi, egli smise, considerando l’ascesi via insicura. (more…)

marzo 10, 2016

“Nanda il Bello”, capitolo II, vv. 46-65 (fine)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 5:30 pm

Nel post precedente ho tradotto i versi 1-45 del capitolo II del poema intitolato “Nanda il Bello” (saundarAnandam mahAkAvyam) di Ashvaghosha (azvaghoSa), e rimando a tale post appunto per la traduzione dei versi 1-45 e per pochi brevissimi accenni di inquadramento storico-letterario dell’autore e dell’opera.
Eccovi invece la traduzione dei versi mancanti del capitolo II (46-65), molto intensi, dove si narra della nascita del Buddha e di suo fratello per parte di padre, Nanda, eroe principale del poema (trovate il testo in sanscrito da scaricare in pdf di tutto il capitolo II nella pagina download e alla fine di questo post). (more…)

febbraio 5, 2015

Il paTiccasamuppAda, o “(la teoria del) venir in essere consequenziale”: cos’è veramente?

Filed under: filosofia — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 12:19 am

Notava già il grande professor Daya Krishna (1924-2007), nel capitolo 6 del suo “New Perspectives in Indian Philosophy” (Jaipur and New Delhi, 2001), intitolato “pratItyasamutpAda: Does it Say Anything New?”, che qualcosa pare sfuggire nella comprensione del pratItyasamutpAda (paTiccasamuppAda in pAli), o “(teoria del) venir in essere consequenziale”, benché esso sia certamente il cuore, almeno da un punto di vista filosofico, della dottrina buddhista, se è vero che nel paTiccasamuppAda il Buddha contesta la realtà ontologica del mondo, ponendo in luce invece la sua vacuità, l’assenza di un suo ubi consistam, cosa che in India nessuno, per quanto ne sappiamo noi, aveva ancora mai fatto. (more…)

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