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gennaio 22, 2012

Atmabodha, Shankaracharya, vv. 53-68

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 11:59 am

Di seguito la traduzione, e la trascrizione in Harvard-Kyoto, degli ultimi 15 versi (trovate la traduzione e la trascrizione dei versi precedenti, nei post prima di questo) del trattatello sull’atman attribuito a Shankaracharya, intitolato Atmabodha o “Conoscenza del Sé”, che si cimenta nell’ardua impresa di parlare dell’indescrivibile per eccellenza, la diade non duale atman-brahman, cardine della scuola filosofica denominata Vedanta.

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dicembre 9, 2011

Atmabodha, Shankaracharya: vv 20-30

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 11:39 am

Nel precedente post ho tradotto i primi 19 versi dell’Atmabodha, o “Conoscenza del Sé”, attribuito a Shankara, famoso pensatore della scuola Shuddhadvaitavedanta, o del “puro non-dualismo”.

Ecco come procede la sua serrata argomentazione che dovrebbe portarci ad aprire gli occhi sull’unica Realtà, l’Atman, il Sé, che è anche il Brahman, principio inconcepibile, di cui possiamo solo dire che è identico all’Atman. (more…)

dicembre 5, 2011

L’Atmabodha di Shankara: vv. 1-19

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 4:05 pm

L’Atmabodha, o “La comprensione del Sé” è un breve testo (una settantina di versi)  attribuito a Shankara (VIII d.C.?), il più famoso e importante esponente della scuola vedantica detta del puro-non-dualismo (shuddhadvaitavedanta, zuddhAdvaitavedAnta).

Il nucleo del messaggio di tale scuola è che non esiste altro, in realtà, dell’atman, o Sé, unico, indistruttibile ed eterno, essenziato di verità, coscienza e beatitudine. (more…)

ottobre 10, 2010

Su bRhadAraNyaka 2, 4, 12-14

Filed under: filosofia — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 12:02 pm

Il  passo della Brhadaranyaka-upanishad oggetto del post del 9 ottobre è interessante sotto vari aspetti.

Nell’immagine del rocco di sale disciolto nell’acqua colpisce la capacità di rappresentare l’onnipresenza del principio che infonde la vita nel mondo,  mantenendo però ferma la differenza sostanziale fra il principio vitale, che è l’Atman per Yajnavalkya, nella metafora adottata il sale, e la realtà, l’acqua.

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maggio 11, 2010

Sull’atman, considerazioni preliminari

Filed under: filosofia — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 9:50 am

La parola atman (la prima “a” è lunga) è, come altre parole importantissime (per esempio purusha o brahman), non del tutto chiara da un punto di vista etimologico: esiste una radice “at”, che vuol dire “muoversi”, ma non è molto utilizzata, per cui tradizionalmente si è optato per collegarlo alla radice “an” che vuol dire respirare (la stessa di prana).

Un significato originario della parola è quello di “se stesso” nel senso fisico e corporeo del termine, a cui si accosta da subito quello di principio vitale, quindi in relazione coi prana, i soffi vitali: dietro queste due accezioni troviamo appunto la radice di movimento (at) e di respirare, essere vivo (an). (more…)

maggio 7, 2010

Sapere religioso, sapere scientifico

Filed under: India classica — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 4:22 pm

Il problema dell’opposizione fra sapere religioso e sapere scientifico che caratterizza così profondamente il pensiero occidentale sembra non sussistere nel panorama indiano classico, o comunque avere una dimensione e un ruolo molto marginali.

I motivi sono sicuramente svariati ma alcuni li possiamo collegare agli stessi Veda, testi sacri per eccellenza, sia per come sono stati “utilizzati” in quanto fonte di ortodossia, sia per il loro specifico contenuto. (more…)

marzo 16, 2010

L’importanza della Bhagavadgita: qual’è?

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 12:27 am

La Bhagavadgita è forse il testo indiano antico (insieme, ironicamente, al Kamasutra) di cui si sente più parlare: spesso è descritto come un testo sublime e illuminante, come il Vangelo dell’India, la base di tutta la filosofia indiana, ecc. ecc.

In realtà, quando si legge la Bhagavadgita in italiano, si è colpiti soprattutto da una notevole ripetitività e da concetti che, di per loro, appaiono piuttosto inquietanti, almeno ai nostri occhi.

In particolare la Bhagavadgita insiste molto da un lato sull’azione distaccata ed equanime caratterizzata dalla rinuncia ai frutti dell’azione stessa, dall’altro sull’azione incentrata sul Signore supremo, in cui e di cui tutta la realtà è intessuta. (more…)

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