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agosto 27, 2012

L’importanza della riflessione sul Kama (piacere/desiderio/eros)

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 5:11 pm

Mi pare fuori da ogni dubbio che la riflessione indiano-antica sul Kama, parola che condensa in sé i concetti di  piacere, desiderio e eros, riflessione lucida e profonda sin da epoca vedica (si veda ad esempio la traduzione dell’inno X,129 del Rgveda in un post di giugno), presenti aspetti notevolmente rilevanti sul piano esistenziale e filosofico. (more…)

giugno 2, 2012

Dalla BhagavadgItA, capitolo III

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 3:38 am

na karmaNAm anArambhAn naiSkarmyaM puruSo’aznute
na ca saMnyasanAd eva siddhiM samadhigacchati 3.4

Un uomo non sfugge alla necessità di agire evitando di intraprendere azioni,
né col solo rinunciare ai beni terreni conquista la perfezione.

na hi kazcit kSaNam api jAtu tiSThaty akarmakRt
kAryate hy avazaH karma sarvaH prakRtijair guNaiH 3.5

Nessuno neppure per un istante può mai stare senza compiere un’azione:
sono infatti le forze intrinseche della realtà che costringono ognuno ad agire.

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luglio 20, 2011

Bhagavadgita, canto I, invito alla lettura

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 1:02 pm

Il canto I della Bhagavadgita, tradotto nel post del 18 Luglio, è ovviamente un passo molto famoso e molto importante: è in esso che Arjuna vive quel momento di vera e propria depressione, e quindi di incredibile debolezza essendo lui un grande guerriero ed essendo ormai cominciata la battaglia finale, che fornisce l’occasione a Krishna per esporre le sue teorie sulla necessità dell’azione e sulla moralità suprema dell’azione che va oltre l’egoismo.

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luglio 18, 2011

Bhagavadgita, canto I, traduzione

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 11:42 am

1. “Radunatisi desiderosi di combattere nel Campo di Kuru, che è campo di Giustizia, che cosa fecero i miei figli e i figli di Pandu, o Samjaya?”

2. “Fu dopo aver osservato la prima linea dei Pandava schierata, che Duryodhana, il re, recatosi dal suo maestro, gli disse: (more…)

maggio 8, 2011

La risposta al duhkha: religione o filosofia?

Filed under: filosofia — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 12:24 am

Molti individuano nella centralità della riflessione sul duhkha (duHkha) o Dolore Esistenziale, la differenza radicale fra filosofia indiana e filosofia occidentale: se la filosofia occidentale, dalle sue origine greche “ad oggi”, è tesa fondamentalmente a cercare la verità (molto spesso come via d’accesso al bene, ma anche come via che porta ad una serenità interiore; altre volte come via che incita alla lotta per la giustizia), l’obiettivo della riflessione filosofica indiana sarebbe invece esclusivamente, o comunque fondamentalmente, quello di sconfiggere il Dolore, come spesso si traduce il termine duhkha. (more…)

aprile 30, 2010

Il problema dell’ India “spirituale”

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 11:05 pm

Quando mi indispongo nei confronti dei tanti che, esaltando l’India come terra di saggezza, collegano la portata e l’importanza dell’eredità culturale dell’India cosiddetta classica esclusivamente ad un ambito religioso, spirituale, teologico e di “realizzazione individuale”, non è certo perché io non sia affascinato dall’India, ma perché, senza nulla togliere all’ambito spiritual-religioso, mi sembra una riduzione particolarmente fuorviante: l’India offre molto di più e di meglio (nel senso di unico, di specifico, di “utile” per noi oggi) proprio nella direzione opposta, quella del pensiero laico e materialista. (more…)

marzo 16, 2010

L’importanza della Bhagavadgita: qual’è?

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 12:27 am

La Bhagavadgita è forse il testo indiano antico (insieme, ironicamente, al Kamasutra) di cui si sente più parlare: spesso è descritto come un testo sublime e illuminante, come il Vangelo dell’India, la base di tutta la filosofia indiana, ecc. ecc.

In realtà, quando si legge la Bhagavadgita in italiano, si è colpiti soprattutto da una notevole ripetitività e da concetti che, di per loro, appaiono piuttosto inquietanti, almeno ai nostri occhi.

In particolare la Bhagavadgita insiste molto da un lato sull’azione distaccata ed equanime caratterizzata dalla rinuncia ai frutti dell’azione stessa, dall’altro sull’azione incentrata sul Signore supremo, in cui e di cui tutta la realtà è intessuta. (more…)

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