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gennaio 27, 2017

Nanda il Bello, capitolo VI, vv. 26-34: dolore e follia di Sundarii

26. Lei, indossando una veste del colore del loto, il volto simile a loto e con occhi ampi come foglie di loto, simile alla dea Padmaa senza loto o alla dea Lakshmii caduta in terra, appariva sciupata come ghirlanda di loti per effetto della calura.

27. E pensando e ripensando alle qualità del marito, lungamente sospirò, e quasi svenendo agitò gli avambracci, carichi della bellezza degli ornamenti, e le dita color del rame. (more…)

gennaio 20, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 1-25: la disillusione della moglie Sundarii

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 3:33 pm

1. Così, portato via il marito dal Maestro, confiscata la gioia e inflitta la pena d’amore, rimanendo in quella stessa stanza in cima al palazzo, Sundari la bella non sembrava più se stessa.

2. Fissa a scrutare la via del ritorno del marito, invadendo la finestra coi suoi seni, se ne stava appoggiata al cornicione della terrazza, lo sguardo rivolto alla porta di casa, il volto piegato e gli orecchini obliqui su di esso.
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giugno 16, 2016

Finalmente il voluttuoso Nanda: Saundarananda, capitolo IV, vv 1-23

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 11:52 am

1. Benché colà il Saggio predicasse la Legge e tutti i suoi parenti fossero ben disposti verso di Essa, Nanda, senza uscire dal suo palazzo viveva sempre accompagnandosi alla sua amata, intento esclusivamente all’amore.

2. Simile a pavone con la sua compagna, degno della sua amata e da questa mai separato, non gl’importava di riposarsi e nemmeno si curava del potere: trovandosi in una tale condizione, quando mai avrebbe potuto curarsi della Legge? (more…)

dicembre 10, 2014

Dal Meghaduta, o “Il messaggio affidato alla nuvola”, di Kalidasa: una “selezione poetica”

Ho dedicato gli ultimi post pubblicati a spiegare le motivazioni che mi spingono a dubitare fortemente dell’originalità di molti dei versi presenti nelle edizioni a stampa (e di conseguenza nelle traduzioni) del Meghaduta di Kalidasa, e ad essi rimando anche per i dettagli sui criteri (che sono sostanzialmente stilistici) di inclusione ed esclusione dei versi nella presente “selezione poetica”.

Voglio ancora aggiungere che a mio avviso è davvero un peccato che Kalidasa non sia mai entrato, in occidente in generale e in Italia in particolare, sia a livello di cultura elevata che a livello di cultura maggiormente condivisa, nel novero dei “veri” poeti, degni di essere conosciuti, studiati e amati da parte di tutti. (more…)

giugno 14, 2013

La “Vasavadatta del sogno” di Bhasa: una traduzione.

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 6:03 pm

Ho già pubblicato, in numerosi post intorno all’estate scorsa (post che sono ancora lì), la traduzione della Svapnavasavadatta (svapnavAsavadattA), o Vasavadatta del sogno, di Bhasa (bhAsa), magistrale opera teatrale risalente ai primi secoli dopo Cristo (si tratta della più antica opera di teatro giunta fino a noi integralmente).

Per facilitare la lettura dell’opera, trovate qui riunite in unico file tutte le traduzioni che compongono l’opera integrale.

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giugno 28, 2011

Lo splendore di Parvati: Kumarasambhava, I, 31-48

In due precedenti post, ho tradotto i primi 30 versi del Kumarasambhava o “Nascita del Principe”, poema in otto canti che narra la storia della concezione del figlio di Shiva e Parvati, sommo dio e sua consorte,  scritto dal grande poeta, campione di raffinatezza e sensibilità, e grande visionario, Kalidasa (ca IV d.c.), certamente il nome più noto della poesia sanscrita, in India e in Occidente.

Dopo aver descritto i “genitori” di Parvati, cioè i monti-divinità Himalaya e Mena, la nascita di un suo fratello, la nascita della stessa Parvati e la sua infanzia (vv. 1-30), il poeta, nei versi che traduco in questo post, descrive (in un “movimento” mozzafiato, che dai piedi della dea ci porta fino ai suoi capelli) lo splendore del corpo di Parvati diventata donna: sarà questo corpo che Shiva amerà, e grazie al genio di Kalidasa, possiamo ancora contemplarne la bellezza conturbante. (more…)

febbraio 28, 2011

L’amore per Amaru

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 10:09 am

La centuria di Amaru è una collezione di versi sciolti a tematica erotica, la cui importanza nel panorama indiano è testimoniata inequivocabilmente da un gran numero di manoscritti reperibili in tutto il subcontinente.

Come spesso capita quando abbiamo a che fare con testi in sanscrito, la centuria di Amaru (in sanscrito Amarushataka) ci è giunta in varie versioni, ognuna con notevoli differenze sia nell’ordine in cui appaiono i versi, sia nella scelta dei versi: alcuni versi sono presenti in tutte le recensioni o quasi, altri sono presenti in alcune solamente.

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gennaio 18, 2011

Cronaca di una battaglia d’amore

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 6:25 pm

Amaru (o Amaruka), ca VII d.C.,  è uno dei grandi nomi della poesia erotica sanscrita, in particolare del genere versi sciolti, ovvero versi da leggere autonomamente l’uno dall’altro, ognuno capace di tracciare un quadro a se stante.

Di volta in volta sensuale, ironico, dolce, profondo o spietato, Amaru riesce, come pochi altri poeti, ad esprimere la dimensione concreta e contingente,  ma allo stesso tempo assoluta, irripetibile, di ogni passione amorosa.

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novembre 17, 2010

Quanto dista la fine del samsara?

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 9:09 am

E’ noto che la teoria della trasmigrazione, o teoria del samsara (saMsAra) prevede infinite rinascite prima di poter raggiungere la fine del ciclo di nascita-e-morte.

Ma che cosa rende tanto difficile raggiungere la fine del saMsAra? Perché sono necessarie infinite esistenze? Bhartrhari, grande poeta e filosofo, sa di chi è la colpa! Ecco la sua risposta sotto forma di poesia (in Harvard-Kyoto) (more…)

settembre 11, 2010

La benedizione “sexy” del poeta Amaru

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 8:49 am

Il poeta Amaru o Amaruka è fra i più noti esponenti del filone amoroso della poesia sanscrita, ed a lui è attribuita la “centuria di Amaru” (amaruzatakam), vero gioiello della letteratura sanscrita.

Ne esiste una bella traduzione italiana, dal titolo “Centuria d’Amore”, a cura di D. Sagramoso Rossella, by Marsilio Editori, Venezia, 1989, nella collana Il Gange diretta da G. Boccali. (more…)

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