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aprile 20, 2017

Nanda il Bello, cap. VII, vv 25-45: Nanda evoca storie di dèi, veggenti e re vinti dall’amore

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 11:05 am

25. “Sopraffatto dalla passione amorosa, il Dio del Fuoco, dal seme scintillante, si asservì a Svaahaa, e lo stesso fece Indra con Ahalyaa: privo di una natura a loro comparabile e appartenente ad un’altra classe di esseri viventi, come posso stare, povero me, senza donna?

26. Il mito ci dice che il sole si fece ridurre per la gioia di Saranyuu nei confronti della quale si era appassionato, e con lei, divenuta cavalla, si unì dopo essersi fatto cavallo, e da ciò originarono gli Ashvin, medici celesti. (more…)

luglio 1, 2016

Arriva il Buddha e…la festa per Nanda è finita! Nanda il Bello, capitolo IV, vv. 24-46 (fine capitolo)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 11:16 pm

24. Proprio mentre, nell’intimità del suo palazzo simile a residenza degli dei celesti, Nanda così se la godeva, il Buddha, arrivato per lui il momento della questua, giunse colà per chiedere l’elemosina.

25. Sguardo basso, libero da passione, si fermò davanti alla casa del fratello come davanti a qualunque altra casa, e così allora, non avendo assolutamente ricevuto alcuna elemosina, poiché nessuno della servitù si accorse di lui, se ne andò via. (more…)

dicembre 10, 2014

Dal Meghaduta, o “Il messaggio affidato alla nuvola”, di Kalidasa: una “selezione poetica”

Ho dedicato gli ultimi post pubblicati a spiegare le motivazioni che mi spingono a dubitare fortemente dell’originalità di molti dei versi presenti nelle edizioni a stampa (e di conseguenza nelle traduzioni) del Meghaduta di Kalidasa, e ad essi rimando anche per i dettagli sui criteri (che sono sostanzialmente stilistici) di inclusione ed esclusione dei versi nella presente “selezione poetica”.

Voglio ancora aggiungere che a mio avviso è davvero un peccato che Kalidasa non sia mai entrato, in occidente in generale e in Italia in particolare, sia a livello di cultura elevata che a livello di cultura maggiormente condivisa, nel novero dei “veri” poeti, degni di essere conosciuti, studiati e amati da parte di tutti. (more…)

luglio 27, 2012

Svapnavasavadatta, Atto IV, parte 2

Filed under: letteratura sanscrita — Tag: — Giulio Geymonat @ 11:11 pm

(Entrano in scena il Re e Vidushaka)

Vidushaka — Ha! Ha! Si deve stare bene nel Giardino Fiorito, col suo venticello e con quelle gran quantità di fiori di Bandhujiva caduti a terra. Vieni: per di qua, per di qua!

Re — Amico Vasantaka, eccomi, ci sono!

1. Il dio dell’Amore ha scagliato su di me le sue cinque frecce, quando, fatto prigioniero, mi trovavo a Ujjayani e liberamente incontravo la figlia del Re di Avanti: il mio cuore ne porta ancora conficcate le punte acuminate; ora nuovamente da quel dio vengo colpito, e mi domando: se le sue frecce sono cinque come ha fatto a scagliarmene una sesta?
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settembre 4, 2011

Il “messaggio d’amore” dei luoghi di culto indiano-classici.

Filed under: India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:32 am

Lo sanno tutti o quasi, basta sfogliare un qualunque libro di archeologia e storia dell’arte dell’India, e salta immediatamente agli occhi: la statuaria e in genere le raffigurazioni che troviamo nei templi indiani antichi e classici (fino al XIV sec. ca) abbondano di figure maschili e femminili rappresentati in tutto il loro splendore fisico, a torso nudo, con abbondanti gioielli e collane, e con sottili vesti meravigliosamente scolpite che accarezzano, svelandole ulteriormente, le loro forme perfette.

Viste sulle pagine di un libro del resto, tali raffigurazioni indubbiamente erotiche (sono corpi fatti per l’amore: voluttuosi e perfetti, sempre attraversati come da un fremito di passione, spesso corpi di coppie amorevolmente abbracciate) non riescono però a comunicare quel forte impatto, quasi fisico, che coralmente, cioè prese nel loro insieme, lasciano quando uno visita i siti dal vivo. (more…)

marzo 17, 2011

Amaru: alcuni versi

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 10:09 am

Ecco alcuni versi, di cui propongo una traduzione, tratti dalla Centuria di Amaru, raccolta di versi sciolti a tematica erotica di datazione incerta, ca VII dc, molto famosa e conosciuta nell’India di tutti i tempi.

Ho dedicato diversi post nelle settimane scorse alla medesima centuria: rimando ad essi per un inquadramento di massima dell’opera e dell’autore — in particolare: “L’amore per Amaru” e “La Centuria di Amaru: cos’è veramente?”, entrambi pubblicati a fine Febbraio 2011. (more…)

marzo 8, 2011

I purushartha: alcune riflessioni (un po’ paradossali)

Filed under: filosofia — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:46 pm

La teoria dei purushartha (puruSArtha) è certamente una fra le teorie più interessanti e importanti, riguardo l’essere umano e i suoi comportamenti individuali nell’ambito di una società, che ci siano giunte dall’India antica.

L’importanza di tale teoria a mio avviso risiede principalmente nel fatto che in essa si propone un modello interpretativo di qualunque vita umana, a prescindere dalle condizioni esterne in cui  tale vita si snoda: è quindi un modello interpretativo dell’essere umano in quanto persona, che ha molto più a che vedere con la psiche umana che con la sua condizione storica e sociale. (more…)

febbraio 28, 2011

L’amore per Amaru

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 10:09 am

La centuria di Amaru è una collezione di versi sciolti a tematica erotica, la cui importanza nel panorama indiano è testimoniata inequivocabilmente da un gran numero di manoscritti reperibili in tutto il subcontinente.

Come spesso capita quando abbiamo a che fare con testi in sanscrito, la centuria di Amaru (in sanscrito Amarushataka) ci è giunta in varie versioni, ognuna con notevoli differenze sia nell’ordine in cui appaiono i versi, sia nella scelta dei versi: alcuni versi sono presenti in tutte le recensioni o quasi, altri sono presenti in alcune solamente.

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febbraio 26, 2011

La Centuria di Amaru: cos’è veramente?

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 6:06 pm

Nel mio ultimo post (del 25 Febbraio) ho provato ad argomentare che senza un’analisi più serrata di che cosa sono veramente i testi in sanscrito, cioè in particolare senza un’indagine sulla loro funzione culturale e sociale nell’ambito specifico della realtà ove sono stati prodotti, è improbabile che si riesca a trarne qualcosa di “vivo”, capace cioè di  arricchire la nostra (in senso individuale e colletivo) conoscenza e sensibilità culturale (scopo primario questo, a mio avviso, di ogni studiare).

In altre parole io credo che, rivolgendo domande il più possibile precise ad un testo sanscrito, si debba provare a mettere a fuoco i perché di quel testo: solo così potremo avere la possibilità di usarlo ancora (ovviamente esiste l’altro lato della faccenda, altrettanto importante e delicato: i nostri perché nei confronti di quel testo e di quella tradizione testuale in genere, cioè perché ci rivolgiamo proprio a quella tradizione e non ad un’altra; ma si tratta di una questione diversa, che in ogni caso passa, mi sembra, da quella che cerco di affrontare in questo post). (more…)

gennaio 30, 2011

La poetica del disinganno

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 5:01 pm

Un tema favorito dalla poesia sanscrita antica è quello della descrizione del disinganno, sia su tematiche specificamente amorose (ovvero le mille forme della disillusione d’amore) che più genericamente esistenziali (quali la brevità della vita, la vanità degli sforzi umani, la decadenza della vecchiaia, la caduta sociale, ecc.).

Come un contraltare alla descrizione della dimensione voluttuosa, sensuale e “gioiosa” dell’amore così tipica della poesia sanscrita, la poetica del disinganno (soprattutto d’amore) si iscrive nel filone “patetico”. (more…)

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