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gennaio 29, 2018

Le meraviglie del paradiso di Indra: Nanda il Bello, cap. X, vv. 19-34

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 11:48 pm

19. Colà (nel Paradiso di Indra) gli alberi in ogni stagione hanno in ogni momento una forma perfetta e completa, e ce ne sono altri che portano sempre la bellezza di tutte le stagioni, componendone tutte le diverse caratteristiche.

20. Altri fioriscono di meravigliose collane profumate e di intrecciate ghirlande variopinte, e di cerchi che, come in sfida agli orecchini, sono perfetti agli orecchi.

21. Ci sono poi alberi fioriti di loti rossi che paiono alberi accesi e altri su cui invece sbocciano i loti blu, che paiono avere occhi spalancati.

22. E alberi che producono come frutto vesti sopraffine, di vari colori e candide, decorate con striature dorate, che non sono tessute, ma magicamente fatte di un pezzo unico.

23. Alberi poi i cui frutti sono collane, gioielli, orecchini insuperabili, bracciali meravigliosi, cavigliere, e ogni sorta di ornamento degno del paradiso.

24. E ci sono degli stagni dalle acque immote dove fioriscono loti il cui gambo è di crisoberillo, i petali sono d’oro e i pistilli di diamante, e sono stupendi al tatto e profumatissimi.

25. E alberi ancora, imprescindibili per lo svago dei celesti, decorati con oro e pietre preziose, i cui frutti sono strumenti musicali di ogni sorta, fatti con pelle tesa, a corda, a fiato, di metallo.

26. Su tutti gli alberi, in quanto a doti estetiche e dimensioni, troneggia il mitico albero Parijata, che possiede la bellezza cromatica dei rossi alberi Mandara e il profumo inebriante degli alberi Kushesha, quando sono nel pieno del loro fiore e risuonanti di cuculi.

27. Questo tipo di alberi ci sono laggiù, sempre a disposizione e pronti a soddisfare i desideri degli dei, alberi coltivati sui dolci prati del paradiso di Indra, grazie agli immacolati aratri di ascesi e retta condotta.

28. E ci sono volatili con becchi rossi come lo smeraldo, occhi come cristallo, ali azzurre intensamente color rame al fondo, e zampe rosse, da metà in sù bianche.

29. Degli uccelli, chiamati Shinjirika, con piumaggio dorato e occhi blu scuri come il crisoberillo ma sereni, si aggirano emettendo canti capaci di rapire mente e udito.

30. Altri uccelli ancora ci sono, adornati di piume un po’ arricciate, rosse nella parte alta, gialle come l’oro a metà e del colore del crisoberillo da metà fino alla fine.

31. E altri pennuti chiamati Splendenti, di colore del fuoco vivo e con becchi come in fiamme, si aggirano incantando gli sguardi con la loro bellezza, e rapendo le ninfe celesti con incantevoli note.

32. Colà, sia stato in vita un povero o un ricco o abbia vissuto in una condizione intermedia, ognuno, in ricompensa delle proprie azioni, se la gode vivendo come gli pare, sempre felice, libero da malattia, vecchiaia e morte, puro in ogni atto.

33. E’ lì che le ninfe celesti facendo le belle trascinano a sé e fanno impazzire gli asceti dalle menti esauste per i voti mantenuti all’estremo, poiché vollero conquistarsi il paradiso prima del tempo pagandone il prezzo con l’ascesi.

34. Allora Nanda, osservando quel mondo sempre in festa, che non conosceva stanchezza, sonno, carenza di godimento, libero da dolore e malattia, pensò che il mondo degli uomini, dominato da vecchiaia e morte e sempre afflitto per qualcosa, fosse né più né meno di un immenso cimitero.

Scarica il testo sanscrito in pdf saunda_X_19_34

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