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aprile 20, 2017

Nanda il Bello, cap. VII, vv 25-45: Nanda evoca storie di dèi, veggenti e re vinti dall’amore

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 11:05 am

25. “Sopraffatto dalla passione amorosa, il Dio del Fuoco, dal seme scintillante, si asservì a Svaahaa, e lo stesso fece Indra con Ahalyaa: privo di una natura a loro comparabile e appartenente ad un’altra classe di esseri viventi, come posso stare, povero me, senza donna?

26. Il mito ci dice che il sole si fece ridurre per la gioia di Saranyuu nei confronti della quale si era appassionato, e con lei, divenuta cavalla, si unì dopo essersi fatto cavallo, e da ciò originarono gli Ashvin, medici celesti.

27. Molti anni durò la guerra, causata da una donna, fra Vaivasvata e Agni, che si fissarono in un’ostilità reciproca e persero la loro fermezza d’animo: chi altri, qui sulla terra, non si devierebbe per una donna?

28. E il noto Vashishta, il migliore dei migliori, per passione si unì, quel saggio, alla reietta Akshamaalaa, ed in lei fu concepito suo figlio Kapinjalaada, che, come il sole, si prese terra e acqua.

29. Similmente il veggente Parasha, che come frecce aveva maledizioni, si unì con Kaalii che era stata concepita in un pesce, e in costei ebbe suo figlio, il santo Dvaipaayana, colui che fu il redattore dei Veda.

30. E lo stesso Dvaipaayana, totalmente dedito alla Legge, si dilettò con una moglie, proveniente dalla gente di Kaashi, che gli fu tale solo per procreare, e da costei fu colpito, simile a nuvola attraversata da fulmini, con un piede su cui brillavano cavigliere in movimento.

31. Così pure Angiras, il figlio di Brahma, con la mente rapita dalla passione amorosa si unì con Sarasvatii, e in lei concepì suo figlio Saarasvata, che seppe recitare nuovamente i Veda [quando tutti li avevano dimenticati] e salvarli dalla distruzione.

32. E lo stesso accadde a Kaashyapa, durante un sacrificio del re Dilipa, il quale infiammatosi per una donna celeste prese il mestolo sacrificale e vi gettò il proprio seme, e da ciò nacque Asita, compositore di inni vedici.

33. E pure Angada, benché fosse giunto al fondo della sua ascesi, sopraffatto dal desiderio si recò da Yamunaa e in essa generò Rathitara, sommamente saggio e caro alle gazzelle.

34. Dopo aver visto Shantaa, figlia di re, il veggente Rishyashringa, benché si trovasse in una foresta, per giunta isolata, fu smosso dalla sua fermezza, simile alla cima di un monte durante un terremoto.

35. E Gaadhija, che dopo aver rinunciato al regno si stabilì, indifferente agli oggetti dei sensi, nella foresta, per conseguire lo stato di Santo Veggente, fu trascinato via da Ghritaacii, e dieci anni gli parvero un sol giorno.

36. Pure così Sthuulashira perse il senno per Rambhaa, quando il dio dell’amore lo sommerse con le sue frecce, e reso sconsiderato dalla propria ira d’amore, poiché lei non lo volle, la maledisse.

37. E Ruru, quando la moglie Pramadvaraa perse la vita a causa di un serpente, ovunque ne vedesse uccideva ogni serpente e non poté conservare l’amato potere ascetico.

38. Anche Puruuravas, nipote della luna, segnato da fortuna e buone qualità, re veggente dal divino potere, di Budha il figlio, ricordando la ninfa celeste Urvashii, divenne pazzo.

39. E Taalajangha che per il suo animo incline all’amore si appassionò di Menakaa in cima ad una montagna, fu colpito con ira dal piede di Vishvaavasu, come palma da datteri dal fulmine.

40. E il re Jahnu, quando la sua donna. la più bella di tutte, morì nelle acque del Gange, la mente sconvolta da Amore, arrestò il Gange con le braccia come fece Mainaka, il signore delle montagne.

41. E il re Shantanu a causa della lontananza dalla dea Gangaa, oscillò simile ad albero di Shala con le radici trascinate dalla corrente del Gange, e perse il controllo su di sé, lui che era il lume della stirpe, figlio di Sunu, dal bel corpo.

42. E che dire di Somavarma che si faceva corazza delle sue buone azioni? Rimpiangendo la sua donna rapita da Saunandaki, la famosa Urvashii, come fosse una terra promessa, prese a vagare senza meta distrutto dal Dio partorito dalla mente.

43. E il famoso re Bhiimaka, col suo potere che terrorizzava la terra intera, volle seguire nella morte la moglie morta, lui che era noto col nome di Senaaka per la forza, simile al Dio Senapati, capo di tutte le armate.

44. E c’è anche Janamejaya, che insediando Kaalii quando suo marito se ne fu andato in cielo, trovò la morte per mano di Bhiishma, ma non per questo abbandonò la sua passione per lei.

45. E Paandu, maledetto in conseguenza della sua passione [per la caccia] ad incontrare morte sicura se si fosse nuovamente unito con una donna, facendo ciò che non avrebbe dovuto fare a causa della maledizione del Veggente, si unì con Madrii senza considerare il fatto che ne sarebbe morto.”

Qui il testo in sanscrito del passo tradotto nel presente post: saunda_VII_25_45

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