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febbraio 2, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 35-49 (fine capitolo): Sundarii consolata dalle donne di casa

35. Sentendo piangere accoratamente Sundarii dai bei denti, le donne del palazzo, sommamente allarmate, corsero su, dall’interno della casa, fino all’ultimo piano, simili a ninfe celesti che salgono in cima ad una montagna.

36. Col volto abbattuto e bagnato di lacrime, simili a loti dal fiore gravato dal peso della pioggia, si sedettero, nel rispetto del loro status e secondo il loro affetto, vicino a lei, e la seguirono nel suo bruciante dolore.

37. Circondata da quelle donne, lei dal bel corpo, incarnazione della preoccupazione, pareva, sulla terrazza in cima al palazzo, una falce di luna circondata da fulmini, chiusa fra nubi d’autunno.

38. Ma quella che fra di loro era la più dotata di eloquenza e la più rispettata, sua maggiore di età, l’abbracciò cingendole le spalle e dopo averle asciugato le lacrime le disse:

39. “Il dolore non è certamente degno di te! Sei la moglie di un re veggente, ora che tuo marito si è rifugiato nel Dharma, e nella stirpe di Ikshvaaku la scelta di ritirarsi in ascesi è un’eredità ambita.

40. “Famose sono le mogli di quei tori degli Shakya che, abbandonando la casa, si ritirarono alla ricerca della liberazione: la loro dimora domestica era come eremo silvestre, ed erano dedite al voto di castità come lo fossero alla passione amorosa.

41. “Se un’altra donna ti avesse rubato il marito perché più bella e virtuosa, allora io stessa ti direi di abbandonarti alle lacrime: quale donna, intelligente, bella e piena di qualità, non verserebbe in questo caso lacrime, dopo che le è stato spezzato il cuore?

42. “Oppure se gli fosse capitata una disgrazia– che non accada mai!–anche in tal caso sarebbero appropriate le lacrime: non vi è infatti dolore maggiore per una moglie di nobile nascita e devota al marito.

43. “Al contrario lui è a suo agio, in buona salute, ha raggiunto il suo scopo senza aver patito disgrazie, ha sconfitto le vane speranze e ha scelto la Legge: perché piangi, tutta agitata, in un momento di gioia?”

44. Benché le venisse detto ciò in varie maniere, a causa del suo sentimento non riusciva a farsi forza. Allora un’altra donna le si rivolse per affetto, assecondando il suo cuore e con parole adatte alla circostanza:

45. “Ti dico la verità, per me la cosa è certa: vedrai, e anche presto, il tuo amato giungere qui. Lui non starà laggiù senza di te, simile a corpo privo di spirito.

46. “Lui non sarebbe felice neanche in grembo alla dea Lakshmi senza te al suo fianco, e scagliato in mezzo a mille difficoltà non soffrirebbe, se solo potesse continuarti a vedere.

47. “Tranquillizzati, frena il pianto, salva i tuoi occhi da questo versar calde lacrime. Pensa al suo sentimento, al suo amore per te: mai troverà gioia nella Legge, a causa della separazione da te.

48. “E se temi che lui, per il fatto che la sua famiglia è pia, non abbandonerà la tonaca monacale dopo averla indossata, ebbene quale sarebbe la sua colpa dal momento che l’ha indossata contro la sua volontà, desideroso di vivere in famiglia?”

49. Consolata in questo modo dalla giovane donna, Sundarii, col cuore rubatole dal marito, scese in casa come la ninfa Rambha anticamente scese verso la regione dei Dravida.

Questo il testo del passo tradotto nel presente post saunda_VI_35_fine

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