sanscrito.it

novembre 13, 2011

La somma adorazione

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 11:32 pm

Di seguito un tentativo di traduzione dell’inno (stotra) attribuito a Shankaracarya intitolato Parapuja, “Somma adorazione”.
La somma adorazione

 

1. Di quel che è totalmente compatto, reale, conscio, beato, possessore di un’unica forma fuori da ogni cambiamento, immobile, senza un secondo, come si compie l’adorazione?

2. E’ il tutto: dove invocarlo? E’ il sostegno di ogni cosa: dove collocarlo? E’ il perfettamente pulito: come eseguire la pulizia rituale dei piedi? E’ il puro: come offrirgli l’acqua purificante?

3. E’ senza macchia: come fare l’abluzione? Ed è ciò che contiene il tutto: come riuscire a vestirlo? Non appartiene ad alcuna stirpe e ad alcuna casta: come conferirgli il cordone brahmanico?

4. Non può essere impregnato: come profumarlo? E non può essere raggiunto: come deporre i fiori? E’ indifferenziato: quale decorazione è possibile? Non ha forma: quali ornamenti si possono usare?

5. Che farsene degli unguenti per chi non può essere toccato? E a che servono le luci per colui che tutto osserva? Per chi è sempre sazio di una beatitudine innata, che offerta di cibi può esserci qui?

6. Al padre della gioia di tutti, quale foglia di betel da masticare si può preparare? La sua forma è coscienza da sé rifulgente: è lui che illumina il sole e gli astri!

7. E’ infinito: come farne la circumambulazione? E non esiste altro da quello: come inchinarvisi? Per mezzo delle parole del Veda è inconoscibile: come si può comporre un inno in suo onore?

8. E’ lui che da sé illumina: come eseguire la rotazione dei fuochi innanzi al signore? E’ completo dentro e fuori: come avviene la rimozione dal fuoco rituale?

9. Solo così i massimi conoscitori del Brahman, con mente concentrata, possono fare, sempre e in qualunque condizione, la somma adorazione di Shiva:

10. “Il mio Sé sei tu, la mia mente è la tua consorte, il tuo seguito sono i miei spiriti vitali, il mio corpo la tua dimora, l’adorazione è la sequenza delle mie esperienze, il sonno è la mia condizione di profonda meditazione, la sequenza dei miei passi è la circumambulazione rituale e sono inni tutte le mie parole. O Shiva! Tutto ciò che io compio, tutto indistintamente, io te lo offro in dono!”

Testo in Harvard-Kyoto

parApUjA

akhaNDe saccidAnande nirvikalpaikarUpiNi|

sthite’dvitIyabhAve’smin kathaM pUjA vidhIyate||1||

pUrNasyAvAhanaM kutra sarvAdhArasya cAsanam|

svacchasya pAdyam arghyaM ca zuddhasyAcamanaM kutaH||2||

nirmalasya kutaH snAnaM vastraM vizvodarasya ca|

agotrasya tv avarNasya kutas tasyopavItakam||3||

nirlepasya kuto gandhaH puSpaM nirvAsanasya ca|

nirvizeSasya kA bhUSA ko’laGkAro nirAkRteH||4||

niraJjanasya kiM dhUpair dIpair vA sarvasAkSiNaH|

nijAnandaikatRptasya naivedyaM kiM bhaved iha||5||

vizvAnandapitus tasya kiM tAmbUlaM prakalpyate|

svayaMprakAzacidrUpO yo’sAv arkAdibhAsakaH||6||

pradakSiNA hy anantasya hy advayasya kuto natiH|

vedavAkyair avedyasya kutaH stotraM vidhIyate||7||

svayaMprakAzamAnasya kuto nIrAjanaM vibhoH|

antarbahizca pUrNasya katham udvAsanaM bhavet||8||

evam eva parApUjA sarvAvasthAsu sarvadA|

ekabuddhyA tu deveze vidheyA brahmavittamaiH||9||

AtmA tvaM girijA matiH sahacarAH prANAH zarIraM gRhaM

pUjA te vividhopabhogaracanA nidrA samAdhisthitiH|

saMcAraH padayoH pradakSiNavidhiH stotrANi sarvA giro

yad yat karma karomi tat tad akhilaM zambho tavArAdhanam||10||

(iti zrImacchaGkarAcAryakRtaM parApUjAstotraM sampUrNam|)

 

Nessun commento »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment

Devi essere connesso per inviare un commento.

Powered by WordPress