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novembre 1, 2011

Kumarasambhava, canto II (seconda parte): il mondo è sovvertito da un demone!

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 10:37 am

29. Allora Indra, coi suoi mille occhi belli come una distesa di loti attraversata da un vento gentile, incitò il maestro (Vacaspati) a parlare.

30. E Vacaspati, i cui due occhi erano per Indra una guida più utile dei suoi mille occhi,  congiunte le mani in segno di saluto, disse così al dio il cui seggio è un loto:

 

31. “È proprio così, o dio, come hai detto: siamo stati spodestati da altri. Del resto, tu che sei presente in ogni essere, come avresti potuto non saperlo?

32. Un terribile demone, reso potente da una grazia da te ottenuta, di nome Taraka, si è innalzato, come nefasto meteorite, per sommergere i mondi.

33.  Nella sua città,  il sole fa giungere la calura solo quel tanto necessario perché possano sbocciare i loti negli ampi laghetti.

34. La luna lo onora sempre, con tutte le sue fasi: solo la falce quello lì non si prende , poiché è il gioiello che adorna la chioma di Shiva.

35. Il vento, per paura di strappare i fiori, non entra nel suo giardino né soffia dalle sue parti più di quanto farebbe un ventaglio.

36. Abbandonato il rispetto del normale corso del tempo, le stagioni, tutte intente a produrre fiori, alla stregua di un giardiniere, si sono messe al suo servizio.

37. Il signore degli oceani non aspetta altro che, in un modo o in un altro, si producano dal fondo delle sue acque pietre preziose da potergli regalare.

38. E i serpenti, primo fra tutti Vasuki, con le gemme risplendenti sulle loro teste, di notte, trasformandosi in lampade inesauribili,  si mettono al suo servizio.

39. Desideroso che gli sia dimostrato rispetto, persino Indra lo tratta da re omaggiandolo ripetutamente con gioielli colti sull’albero dei desideri recapitati come messaggeri di pace.

40. Benché ingraziato in tal modo, egli affligge l’universo intero: l’uomo malvagio dovrebbe essere ripagato con la sua stessa moneta, non facendogli tali favori!

41. Egli è capace di rendere gli alberi del paradiso, i cui germogli furono gentilmente raccolti dalle mani delle mogli immortali, esperti di recisioni e abbattimenti.

42. Quando dorme, che sdegno!, viene ventilato con flabelli che producono aria come sospiri e che riversano abbondanti goccioline provenienti dalle lacrime delle fanciulle divine rapite.

43. Dopo aver reciso i picchi del monte Meru, e averli fatti spezzare dagli zoccoli dei cavalli del Sole, se ne è fatto delle montagnole su cui divertirsi da mettere nelle sue residenze.

44. Al divino Gange è rimasta solo l’acqua intorbidita dagli umori d’amore rilasciati dagli elefanti celesti: l’attuale posto dove crescono i loti d’oro, sono i laghetti di quello lì.

(questo il testo  in Harvard-Kyoto del passo tradotto nel presente post:)

evaM yad Attha bhagavann AmRSTaM naH paraiH padam  /

pratyekaM viniyuktAtmA kathaM na jJAsyasi prabho  // Ks_2.31 //
bhavallabdhavarodIrNas tArakAkhyo mahAsuraH  /

upaplavAya lokAnAM dhUmaketur ivotthitaH  // Ks_2.32 //
pure tAvantam evAsya tanoti ravir Atapam  /

dIrghikAkamalonmeSo yAvanmAtreNa sAdhyate  // Ks_2.33 //
sarvAbhiH sarvadA candras taM kalAbhir niSevate  /

nAdatte kevalAM lekhAM haracUDAmaNIkRtAm  // Ks_2.34 //
vyAvRttagatir udyAne kusumasteyasAdhvasAt  /

na vAti vAyus tatpArzve tAlavRntAnilAdhikam  // Ks_2.35 //
paryAyasevAm utsRjya puSpasaMbhAratatparAH  /

udyAnapAlasAmAnyam Rtavas tam upAsate  // Ks_2.36 //
tasyopAyanayogyAni ratnAni saritAM patiH  /

katham apy ambhasAm antar A niSpatteH pratIkSate  // Ks_2.37 //
jvalanmaNizikhAz cainaM vAsukipramukhA nizi  /

sthirapradIpatAm etya bhujaMgAH paryupAsate  // Ks_2.38 //
tatkRtAnugrahApekSI taM muhur dUtahAritaiH  /

anukUlayatIndro ‘pi kalpadrumavibhUSaNaiH  // Ks_2.39 //
ittham ArAdhyamAno ‘pi kliznAti bhuvanatrayam  /

zAmyet pratyapakAreNa nopakAreNa durjanaH  // Ks_2.40 //
tenAmaravadhUhastaiH sadayAlUnapallavAH  /

abhijJAz chedapAtAnAM kriyante nandanadrumAH  // Ks_2.41 //
vIjyate sa hi saMsuptaH zvAsasAdhAraNAnilaiH  /

cAmaraiH surabandInAM bASpazIkaravarSibhiH  // Ks_2.42 //
utpATya meruzRïgANi kSuNNAni haritAM khuraiH  /

AkrIDaparvatAs tena kalpitAH sveSu vezmasu  // Ks_2.43 //
mandAkinyAH payaHzeSaM digvAraNamadAvilam  /

hemAmbhoruhasasyAnAM tadvApyo dhAma sAMpratam  // Ks_2.44 //

 

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