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ottobre 6, 2014

I versi “troppo banali” del Meghaduta di Kalidasa: un’analisi

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 10:07 am

Come detto nel post precedente, dei molti versi che io dubito fortemente essere frutto del genio di Kalidasa, alcuni (in percentuale rispetto alla totalità dei versi “sospetti”, molti) mi paiono troppo banali: nessuna ricerca lessicale, una sintassi scontatissima, immagini e/o significato complessivo non particolarmente toccanti, insomma una specie di non-poesia totalmente priva di qualunque caratteristica che possa identificare questi versi come esempi di kAvya, o letteratura ornata.

Prima di soffermarmi sui dettagli di alcuni casi (in maniera che mi auguro sia sufficiente a far emergere con chiarezza il tipo di verso cui mi riferisco), mi si lasci affermare, con serenità (cioè senza il sostegno di argomentazioni teoriche), da un lato che io credo nell’esistenza della poesia (e dell’arte in generale) come fatto reale (per quanto eccezionale) e percepibile da chi sia fornito di sufficiente sensibilità, d’altro lato che credo nell’esistenza dei poeti (more…)

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