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ottobre 31, 2010

Il dharma del servo: chi lo vuole?

Filed under: etica,filosofia — Tag:, , , , , , , , , — Giulio Geymonat @ 8:44 pm

Una delle teorie più note dell’India classica, e una di quelle per noi occidentali (e forse per chiunque) più difficilmente accettabili, è la teoria dei varna (varNa) o colori.

Da non confondersi (in ogni caso da non identificarsi) con la teoria delle caste, letteralmente “nascite”, in sanscrito jati (jAti) (storicamente successiva), è però con essa profondamente connessa, poiché ne fornisce, per così dire, il quadro concettuale di riferimento e il fondamento “ideologico” (ortodosso).

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ottobre 23, 2010

Il sanscrito: che lingua è?

Filed under: Didattica,India classica — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 10:36 am

Qualche sera fa è cominciato il mio corso annuale di sanscrito per principianti a Milano.

L’argomento della mia prima lezione è, in modo molto prevedibile, l’inquadramento storico-linguistico.

Come ogni anno, ambivo a fare una lezione chiara e ordinata; come ogni anno, ho finito per parlare, disordinatamente, di un sacco di cose. (more…)

ottobre 16, 2010

Il dharma eterno

Filed under: India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 10:09 am

Di seguito la più antica definizione di dharma eterno, dharmaH sanAtanaH, che troviamo nel trattato sul dharma di Manu (mAnavadharmazAstra) 4,138: è interessante perché verte sul dire la verità, ma pare dare precedenza all’essere benevoli, nel senso di non arrecare dispiacere all’interlocutore.

satyaM brUyAt priyaM brUyAnna brUyAtsatyamapriyam | priyaM ca nAnRtaM brUyAdeSa dharmaH sanAtanaH||

“Si dica il vero; si dica quanto è piacevole; non si dica quel che, vero, è spiacevole; e non si dica quel che, piacevole, è falso: è questo il dharma eterno”

Manu su piacere e dolore

Filed under: India classica — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 9:27 am

Il trattato sul dharma di Manu (mAnavadharmazAstra), di cui è uscita nel 2010 una traduzione in italiano (per Einaudi), è un testo molto famoso e importante perché espone, se non tutti,  gran parte dei cardini della visione braminica sulla vita e sulla società, nonché una miriade di regole che costituiscono l’ortodossia secondo Manu.

Pur essendo pieno di “regole” di per loro prive di interesse o quasi fuori dall’ottica dell’ortodossia braminica, il mAnavadharmazAstra è interessantissimo perché ci rivela quella che possiamo chiamare la mentalità braminica, senza legarci troppo a questa nozione evidentemente “pericolosa” perché generalizzante.  (more…)

ottobre 15, 2010

Il predone Amore

Filed under: letteratura sanscrita — Tag: — Giulio Geymonat @ 12:08 pm

Ecco il consiglio, da seguire con prudenza, del grande poeta sanscrito Bhartrhari, di data incerta (tanto per cambiare), anzi incertissima (fra il I e il V d.C.).

“Nella pericolosa selva che è il corpo di un’incantevole fanciulla, fra le impervie montagne dei suoi seni, non ti aggirare, o mente sempre in viaggio: laggiù abita il predone Amore!”

kAminIkAyakAntAre kucaparvatadurgame| mA saMcara manaH pAntha tatrAste smarataskaraH||

ottobre 10, 2010

Su bRhadAraNyaka 2, 4, 12-14

Filed under: filosofia — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 12:02 pm

Il  passo della Brhadaranyaka-upanishad oggetto del post del 9 ottobre è interessante sotto vari aspetti.

Nell’immagine del rocco di sale disciolto nell’acqua colpisce la capacità di rappresentare l’onnipresenza del principio che infonde la vita nel mondo,  mantenendo però ferma la differenza sostanziale fra il principio vitale, che è l’Atman per Yajnavalkya, nella metafora adottata il sale, e la realtà, l’acqua.

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ottobre 9, 2010

“Una volta morti, non c’è più coscienza”

Filed under: filosofia — Tag:, , , , , , , , — Giulio Geymonat @ 4:09 pm

A conclusione del famoso dialogo fra Yajnavalkya e la moglie Maitreyi, in bRhadAraNyakopaniSad, II, IV, 12-14, nel quale il grande sacerdote-filosofo rivela alla moglie la sua dottrina dell’Atman, troviamo, in sequenza, un’interessante immagine per rappresentare il rapporto fra il principio eterno di vita (l’Atman) e la realtà in cui siamo, l’affermazione, da cui il titolo di questo post, che dopo la morte non vi è più coscienza e un’interessantissima riflessione sul rapporto coscienza/conoscenza.

Siccome il passo di questa famosa upanishad è breve e molto denso, voglio ripercorrerlo, traducendolo.

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ottobre 3, 2010

Sanscrito o vedico?

Filed under: India classica — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 8:13 pm

La definizione di che cosa sia esattamente il sanscrito e, in particolare, la sua distinzione dal vedico sono questioni complesse e controverse ma di imprescindibile  importanza per mettere a fuoco, da un punto di vista didattico (lato insegnante e lato studente), i contenuti specifici della grammatica sanscrita (cosa rientra nel sanscrito e cosa nel vedico), e per tenere distinti, da un punto di vista letterario, il corpus vedico da quello sanscrito.

Al di là  del fatto che esistono sempre, in ogni tentativo di categorizzazione netta di qualunque realtà o fenomeno, zone grigie fra una categoria e l’altra, il caso del sanscrito e del vedico è particolarmente delicato perché si intrecciano, nel definire cosa è vedico e cosa è sanscrito, questioni  linguistiche, storiche, letterarie e ideologiche. (more…)

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