sanscrito.it

settembre 25, 2010

Un eroe “diverso”: Carudatta (cArudatta)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 9:39 am

Il bello di confrontarsi con le grandi civiltà non occidentali, è che si trovano concetti e valori, nel senso più ampio di questi termini, diversi dai nostri.

Intendiamoci: non si tratta qui di esotismo o di una teoria della differenza radicale fra occidente e gli altri, ma di accettare e apprezzare risposte e percorsi diversi scaturiti di fronte alle medesime questioni fondamentali, che sono quelle umane. (more…)

settembre 17, 2010

Le macerie del grande amore

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 3:57 pm

Amaru, nome legato alla già menzionata “Centuria”, oltre a essere maestro nel descrivere gli “alti” dell’amore, è unico nel rappresentarne i “bassi”: inganno, disillusione, amarezza, dipendenza, desiderio di morte.

Molto spesso, quando i versi di Amaru non sono descrittivi (di una scena erotica, di un ricordo, di una scena bizzarra, di un litigio, ecc..), rappresentano un discorso diretto: un dialogo fra amanti, o la singola voce di uno di essi (quasi sempre la donna), uno scambio di battute fra amiche o fra la donna e la messaggera incaricata di contattare l’amato. (more…)

settembre 11, 2010

La benedizione “sexy” del poeta Amaru

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 8:49 am

Il poeta Amaru o Amaruka è fra i più noti esponenti del filone amoroso della poesia sanscrita, ed a lui è attribuita la “centuria di Amaru” (amaruzatakam), vero gioiello della letteratura sanscrita.

Ne esiste una bella traduzione italiana, dal titolo “Centuria d’Amore”, a cura di D. Sagramoso Rossella, by Marsilio Editori, Venezia, 1989, nella collana Il Gange diretta da G. Boccali. (more…)

settembre 8, 2010

Sanscrito e trascrizione

Filed under: Didattica — Tag: — Giulio Geymonat @ 6:21 pm

In un certo senso il sanscrito non può che essere trascritto.

Da un lato infatti, in quanto deriva dal vedico, esso è suono molto più che grafia: i veda sono la zruti (pronuncia shruti), letteralmente “l’ascolto, l’udito”, sono suono eterno.

D’altro lato, storicamente, il sanscrito si è scritto (e inciso) in svariati alfabeti: da Nord a Sud del subcontinente, e oltre (Indonesia, Bali), troviamo manoscritti e documenti epigrafici in sanscrito “trascritto” negli alfabeti locali. (more…)

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