sanscrito.it

marzo 29, 2010

Dharma e Cultura

Filed under: India classica — Tag:, — Giulio Geymonat @ 12:53 am

Quel che uno rapidamente scopre consultando i testi in sanscrito, è che molto spesso tendono a dare delle definizioni molto “secche” dei concetti più importanti, quelli su cui ci si pone molte domande, definizioni che troncano per così dire ogni discussione.

Quindi poca speranza di trovare, a livello di definizioni “primarie”, quelle cioè che troviamo nei “sutra” o negli shastra, informazioni davvero illuminanti su concetti come karman, dharma, ahimsa, guna, prakrti, prana, yoga, varna, shruti, smrti, ecc. (more…)

marzo 28, 2010

Perché studiare l’India?

Filed under: Didattica,India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 11:33 am

Questo post si ispira, senza esserne in nulla una risposta, all’e-mail dell’amico Massimo Candellero, oggetto del post del 5 Marzo. Prego quindi chi si accinge a leggere di seguito, di leggere, o ri-leggere se l’ha già fatto, tale post del 5 Marzo. Grazie.

Giustamente Massimo mi fa notare che pur avvisando i lettori che l’India è una realtà molto complessa, finisco poi per fornire un quadro terribilmente limitato in troppi sensi, nel post del 24 Febbraio “Il mito dell’India immutabile”.

Siccome non è un’accusa, mi è facile concordare pienamente con lui: quanto sia più emozionante leggere un’esposizione un po’ più approfondita della faccenda l’ho voluto condividere con tutti proprio pubblicando la sua mail. (more…)

marzo 21, 2010

Storia di Devasharma (parte III): considerazioni sulle donne.

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 5:44 pm

(Prosegue la storia di Devasharma: le prime due “puntate” le trovate nei post del 3 e del 6 marzo. Buona lettura!)

Devasharma, dal canto suo, che aveva visto come erano andate le cose, pieno di meraviglia disse:

“I trucchi dei demoni più astuti, quelli di Shambara,  di Namuci, di Bali e perfino quelli di Kumbhinasa, le donne li conoscono tutti.”

“Ridendoci assieme quando ride,  piangendoci quando piange e usando parole gentili, le donne riescono, basta solo un po’ di tempo, a conquistare chi non le ama.”

“Gli insegnamenti dell’antico saggio Ushanas, e pure quelli del dio Brhaspati, non possono eguagliare l’intelligenza delle donne: come dunque le si potrebbe mai tenere sotto controllo?” (more…)

marzo 16, 2010

L’importanza della Bhagavadgita: qual’è?

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 12:27 am

La Bhagavadgita è forse il testo indiano antico (insieme, ironicamente, al Kamasutra) di cui si sente più parlare: spesso è descritto come un testo sublime e illuminante, come il Vangelo dell’India, la base di tutta la filosofia indiana, ecc. ecc.

In realtà, quando si legge la Bhagavadgita in italiano, si è colpiti soprattutto da una notevole ripetitività e da concetti che, di per loro, appaiono piuttosto inquietanti, almeno ai nostri occhi.

In particolare la Bhagavadgita insiste molto da un lato sull’azione distaccata ed equanime caratterizzata dalla rinuncia ai frutti dell’azione stessa, dall’altro sull’azione incentrata sul Signore supremo, in cui e di cui tutta la realtà è intessuta. (more…)

marzo 6, 2010

Dal Pancatantra: (Devasharma, II parte) Il tessitore e la moglie infedele

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:12 am

Questo il seguito della storia di Devasharma (post del 3 Marzo 2010): è il momento del tessitore, di sua moglie e dell’amica di questa…divertitevi!

Quindi, proseguendo così, sul far della sera Devasharma giunse nei pressi di un villaggio.

Proprio allora, da quel medesimo villaggio, un tessitore e sua moglie si misero in marcia verso la città vicina per andare a ubriacarsi un po’.

Devasharma, visto quell’uomo, gli si rivolse in questi termini: “Ascolta, amico: siamo giunti al tuo cospetto in veste di ospiti, portati dal sole. Non conosciamo nessuno del villaggio: per cui te ne prego accettaci come ospiti! (more…)

marzo 5, 2010

“La nozione di “Civiltà Indiana” è un luogo dell’immaginario”

Filed under: Didattica,India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 11:14 pm

Posto una interessantissima e-mail che mi giunge dal caro amico Massimo Candellero, che oltre a essere persona squisita possiede una vastissima conoscenza frutto di profondi studi e innumerevoli viaggi (da me invidiatissimi!) in tutta l’Asia: nello spirito di questo blog condivido la fortuna di avere amici così sapienti! Come potrete vedere, la mail di Massimo, partendo da una critica alla mia sintesi della civiltà indiana classica (fatta nel post “Il mito dell’immutabilità dell’India”), tocca una quantità di punti interessantissimi (su molti dei quali io purtroppo so pochissimo!) su cui con ogni probabilità vorrò tornare.

Caro Giulio,

mi rallegro della tua iniziativa, che mi ha molto interessato.

Ho letto gli articoli raccolti sul sito: i primi, spero, di una lunga serie, da cui mi attendo di apprendere molto.

Ho apprezzato quelle riflessioni in ordine ai rapporti tra Orientalismo accademico, etnocentrismo, razzismo e cliché culturali.

Ho trovato pure assai utile quella sintesi sull’evoluzione della cultura indiana nel corso dei secoli.

Però – mi chiedo – non è forse essa stessa viziata, seppur inconsapevolmente, da un certo approccio culturale e dai filtri in esso operanti? (more…)

marzo 3, 2010

Dal Pancatantra: le avventure di Devasharma (I parte)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 4:37 pm

Il Pancatantra (pronuncia: “panciatantra”) è un meraviglioso libro di storie raccontate da animali.  Eccovi la storia di Devasharma: godetevela!

In un eremo isolato viveva un sant’uomo di nome Devasharma.  Col passar del tempo, grazie alla vendita delle raffinate vesti di cui innumerevoli brave persone gli avevano fatto dono, si trovò a possedere un bel gruzzolo di soldi.  Di conseguenza egli si fece sospettoso nei confronti di chiunque: né di giorno né di notte abbandonava il suo gruzzolo tenendolo ben nascosto sotto l’ascella. Del resto giustamente si dice:

“Faticoso è guadagnarsi le ricchezze, e faticoso è proteggerle! Per ottenerli son dolori, quando li si perdono son dolori: maledetti siano i soldi, sempre connessi con le disgrazie!”

Un giorno, un furfante specializzato in furti di nome Ashadhabhuti, notando quel bel gruzzolo di soldi tenuto sotto l’ascella, pensò: (more…)

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