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febbraio 24, 2010

Il mito dell’India immutabile

Filed under: India classica — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 8:38 pm

A tutti è capitato di leggere, o di sentire dire, che l’India è una civiltà millenaria immutata dai tempi del Veda.

La “prova” di questo (tra le altre) sarebbe l’esistenza stessa dei brahmana (o come si diceva un tempo, bramini), casta di sacerdoti  che eseguono, apparentemente, gli stessi riti da oltre due millenni.

I brahmana non di rado vengono paragonati ai sacerdoti di epoca romana o greca (il sacrificio vedico ha una matrice sicuramente indoeuropea che lo avvicina in parte a quello greco-romano). E si dice, per marcare la differenza con l’occidente dove tutto è cambiato (in particolare progredito), più o meno: “E’ come se a Roma, o ad Atene, ci fossero ancora gli altari e i sacerdoti vi eseguissero i sacrifici come ai tempi degli antichi”.

I brahmana sarebbero la continuità vivente di una tradizione millenaria, e ne dimostrerebbero l’immutabilità.  Immutabilità che è del pensiero come della loro lingua, il sanscrito, per definizione immutabile.

In effetti non è affatto così e non potrebbe mai esserlo. (more…)

febbraio 19, 2010

Pandu e la maledizione del cervo (Mahabharata I, 109, vv. 5-22)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , , , , — Giulio Geymonat @ 12:39 am

L’episodio della maledizione del cervo a Pandu ci racconta il motivo dell’impossibilità di Pandu di avere figli, fatto narrativamente cruciale perché è alla base dell’origine divina, da parte di padre, dei “figli” di Pandu, i cinque Pandava protagnisti del Mahabharata.

Da notare in questo passo, oltre al ritmo incalzante del dialogo e alla magica atmosfera, sono:

-la menzione dei purushartha, o scopi della vita (evidentemente solo tre, poiché si parla del trivarga);

-il riconoscimento di kama, desiderio e piacere, come il purushartha principale, e dell’atto erotico (definito “coronamento degli scopi degli uomini”) come atto benefico e ambito da tutti e per questo “inviolabile”;

-il principio della non-crudeltà: nessun dharma, comportamento, può spingersi oltre la soglia della crudeltà, neanche il dharma del cacciatore o del guerriero.

Buona lettura!

In una foresta piena di animali selvatici e di serpenti, che si trovava in un grande deserto,  il re Pandu vide un maestoso cervo intento ad accoppiarsi.

Subito Pandu trafisse la cerva e il cervo con cinque frecce d’oro ben piumate, veloci e appuntite. (more…)

febbraio 16, 2010

Fra il Dharma e i dharma: la riflessione etica

Filed under: etica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 12:46 am

La parola sanscrita dharma, non ci si stanca mai di dire, è parola complessa dai molti significati ed è parola centrale nella visione indiana classica.  L’ambito è quello della riflessione  sull’etica, sulla giusta azione da fare, sull’ordine morale e sociale .

Tipico della parola dharma è di avere due dimensioni: una cosmica e una umana.

Nell’aspetto cosmico il dharma è uno, e soprattutto non può essere infranto:  è quello che fa sorgere il sole, che fa scorrere i fiumi, che tempesta di stelle la notte, che regola il passaggio delle stagioni. Lo chiamerò Dharma.

Come concetto, il Dharma assorbe quel che è lo Rta vedico, l’Ordine Cosmico, ma perde di quest’ultimo quella dinamicità costituita, nella visione vedica, dalla costante minaccia dei demoni, gli Asura, naturalmente propensi all’ Anrta, al Caos. Il Dharma regna sovrano. (more…)

febbraio 12, 2010

Kama e karma: desiderio e azione

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , , , — Giulio Geymonat @ 2:45 am

La civiltà indiana classica individua già in epoca arcaica il legame profondo fra desiderio (kama) e azione (karma) da un lato e fra non-essere (asat) e desiderio dall’altro.

Nelle cosmogonie (racconti mitici sull’origine dell’universo) che troviamo nei Brahmana, testi databili circa X secolo a.C. che costituiscono il cuore dei Veda e che si occupano di pratica e teoria del rituale, a monte di tutta la creazione c’è il desiderio.

Il desiderio attraversa l’elemento primigenio, le acque, che scaldandosi creano l’uovo d’oro da cui nasce il Signore delle creature (Prajapati), oppure emerge dal non essere sotto forma di mente desiderosa di esistere, di procrearsi, che scaldandosi da luogo agli elementi primi e, scaldandosi ancora a tutto il mondo atmosferico e infine a Prajapati, che a sua volta in preda al desiderio di moltiplicarsi crea tutti gli esseri (molte sono le variazioni narrative su questo schema, ma il desiderio ha sempre un ruolo centrale). (more…)

febbraio 9, 2010

Le insidie del metodo comparativo: il caso dell’India

Filed under: India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 2:23 am

Lo studio del sanscrito e dell’immensa tradizione testuale indiana classica, si diffuse in Europa, e con notevole clamore, quando ci si accorse che questa lingua indiana antica era comparabile, in virtù di sostanziali somiglianze grammaticali e morfologiche, col greco e col latino.

Fu in una conferenza tenuta in occasione del terzo anniversario della Asiatic Society di Calcutta che Sir William Jones, nel 1786, comunicò al mondo questa notizia, concludendo che, non potendo attribuire al caso le tante somiglianze, queste tre lingue dovevano nascere da una comune lingua madre, forse non più esistente (stranamente così si espresse: se ne deduce quanto “ottimismo” animasse questi studiosi! Del resto si era nel pieno del “miracolo” europeo). (more…)

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