sanscrito.it

aprile 20, 2017

saundarAnanda, cap VII vv. 46-52 (fine capitolo)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:49 pm

46. “Se una tale schiera di dèi, veggenti e re dipesero dalle proprie donne in quanto dipendenti dall’amore, quanto posso essere in pena io che sono ben meno dotato di intelligenza e spessore morale, senza vedere la mia amata?

47. Perciò me ne andrò dritto a casa, e mi dedicherò, con piacere, nuovamente al piacere, come prescritto dalla norma: non è infatti appropriato portare la veste monacale per chi ha la mente rivolta ad altro, i sensi incontrollati, ed è sviato dalla retta via.
(more…)

Nanda il Bello, cap. VII, vv 25-45: Nanda evoca storie di dèi, veggenti e re vinti dall’amore

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 11:05 am

25. “Sopraffatto dalla passione amorosa, il Dio del Fuoco, dal seme scintillante, si asservì a Svaahaa, e lo stesso fece Indra con Ahalyaa: privo di una natura a loro comparabile e appartenente ad un’altra classe di esseri viventi, come posso stare, povero me, senza donna?

26. Il mito ci dice che il sole si fece ridurre per la gioia di Saranyuu nei confronti della quale si era appassionato, e con lei, divenuta cavalla, si unì dopo essersi fatto cavallo, e da ciò originarono gli Ashvin, medici celesti. (more…)

marzo 9, 2017

saundarAnanda, cap. VII, vv. 1-24: Nanda si sfoga

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 12:04 pm

1. Così Nanda, capace con il corpo di portare le vesti monacali conferitegli secondo i precetti dal maestro, ma incapace di farlo con la mente, provando vergogna per le fantasie interiori sempre rivolte alla moglie, non si rasserenava.

2. Con la bellezza dei fiori di quella primavera, con gli attacchi molteplici del dio dell’Eros e con la voglia di muoversi tipica della giovane età, lui, rinchiuso nell’eremo con gli altri monaci, non poteva trovare pace.
(more…)

febbraio 2, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 35-49 (fine capitolo): Sundarii consolata dalle donne di casa

Filed under: letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 8:23 pm

35. Sentendo piangere accoratamente Sundarii dai bei denti, le donne del palazzo, sommamente allarmate, corsero su, dall’interno della casa, fino all’ultimo piano, simili a ninfe celesti che salgono in cima ad una montagna.

36. Col volto abbattuto e bagnato di lacrime, simili a loti dal fiore gravato dal peso della pioggia, si sedettero, nel rispetto del loro status e secondo il loro affetto, vicino a lei, e la seguirono nel suo bruciante dolore. (more…)

gennaio 27, 2017

Nanda il Bello, capitolo VI, vv. 26-34: dolore e follia di Sundarii

Filed under: letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 7:23 am

26. Lei, indossando una veste del colore del loto, il volto simile a loto e con occhi ampi come foglie di loto, simile alla dea Padmaa senza loto o alla dea Lakshmii caduta in terra, appariva sciupata come ghirlanda di loti per effetto della calura.

27. E pensando e ripensando alle qualità del marito, lungamente sospirò, e quasi svenendo agitò gli avambracci, carichi della bellezza degli ornamenti, e le dita color del rame. (more…)

gennaio 20, 2017

Nanda il Bello, cap. VI, vv 1-25: la disillusione della moglie Sundarii

Filed under: letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 3:33 pm

1. Così, portato via il marito dal Maestro, confiscata la gioia e inflitta la pena d’amore, rimanendo in quella stessa stanza in cima al palazzo, Sundari la bella non sembrava più se stessa.

2. Fissa a scrutare la via del ritorno del marito, invadendo la finestra coi suoi seni, se ne stava appoggiata al cornicione della terrazza, lo sguardo rivolto alla porta di casa, il volto piegato e gli orecchini obliqui su di esso.
(more…)

dicembre 8, 2016

Il secondo discorso del Buddha: Nanda soccombe (saundarAnanda, cap. V, vv. 33 – fine capitolo)

Filed under: letteratura sanscrita — Tag: — Giulio Geymonat @ 10:21 pm

33. Così parlò il Tathagatha compassionevole nei confronti di tutti gli esseri, e Nanda con voce ferma ma abbattendosi in cuor suo disse al Sugata: “E’ come tu dici”.

34. Allora volendolo sottrarre all’infatuazione amorosa e pensando che fosse pronto per ricevere la dottrina, il grande saggio con mente benevola disse: “Ananda, inizia Nanda al fine della sua tranquillità d’animo.”

35. Quindi Ananda, il saggio del Videha, disse a Nanda che dentro sé stava piangendo: “Vieni”, e quello lentamente lo raggiunse ma quando lo ebbe raggiunto gli disse: “Io non diventerò monaco”.
(more…)

dicembre 3, 2016

Nanda il bello, cap V, vv. 19-32: Buddha cerca di convincere Nanda disperato

Filed under: letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 6:00 pm

[Riprendo la traduzione del capitolo V, arrivata al verso 15 nel post precedente, dal verso 19, poiché ritengo i versi 16, 17 e 18 spuri]

19. Ma Nanda, muovendosi a fatica, lentamente seguì, non avendo via di scampo, il Maestro, pensando al volto della moglie che lo guardava con occhi vogliosi, con la decorazione ancora fresca.

20. E così il Saggio lo portò, lui che amava portare collane di perle, eccitato dalla Primavera in atto, dritto al monastero che interrompe le gioie dell’amore, l’amato giardino della conoscenza. (more…)

ottobre 21, 2016

Saundarananda (Nanda il Bello), capitolo V, vv. 1-15: Nanda incastrato

Filed under: letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 10:06 pm

1. Allora i nobili, scendendo chi da cavallo, chi da una carrozza, chi da un elefante, e i commercianti uscendo dai loro empori, si inchinarono al grande saggio, presi da grande devozione.

2. Alcuni, dopo averlo riverito, lo seguirono per un tratto, alcuni lo riverirono e se ne andarono a curare i loro affari, alcuni lo salutarono con devozione restandosene nelle proprie abitazioni, gli occhi intenti al solo guardarlo. (more…)

luglio 1, 2016

Arriva il Buddha e…la festa per Nanda è finita! Nanda il Bello, capitolo IV, vv. 24-46 (fine capitolo)

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 11:16 pm

24. Proprio mentre, nell’intimità del suo palazzo simile a residenza degli dei celesti, Nanda così se la godeva, il Buddha, arrivato per lui il momento della questua, giunse colà per chiedere l’elemosina.

25. Sguardo basso, libero da passione, si fermò davanti alla casa del fratello come davanti a qualunque altra casa, e così allora, non avendo assolutamente ricevuto alcuna elemosina, poiché nessuno della servitù si accorse di lui, se ne andò via. (more…)

Older Posts »

Powered by WordPress