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agosto 27, 2012

L’importanza della riflessione sul Kama (piacere/desiderio/eros)

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 5:11 pm

Mi pare fuori da ogni dubbio che la riflessione indiano-antica sul Kama, parola che condensa in sé i concetti di  piacere, desiderio e eros, riflessione lucida e profonda sin da epoca vedica (si veda ad esempio la traduzione dell’inno X,129 del Rgveda in un post di giugno), presenti aspetti notevolmente rilevanti sul piano esistenziale e filosofico. (more…)

novembre 17, 2011

Sogno o realtà?

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 1:36 pm

Non c’è dubbio che l’India antica prendesse molto sul serio l’attività onirica: spesso nei testi sanscriti si fa riferimento al mondo dei sogni, affidando ad esso un ruolo tutt’altro che marginale.

Al di là del sogno premonitore (che ha notoriamente una grande importanza nel mondo greco e romano, e di cui un famoso esempio in ambito indiano è il sogno di Maya, la madre del Buddha,  dove un elefante bianco, che simboleggia la potenza e la purezza del futuro Buddha, entra nel suo fianco destro, immagine spesso rappresentata nell’arte buddhista), il riferimento all’attività onirica ha una notevole importanza in ambito filosofico e viene spesso usato in letteratura (racconti, poesie, teatro). (more…)

settembre 4, 2011

Il “messaggio d’amore” dei luoghi di culto indiano-classici.

Filed under: India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:32 am

Lo sanno tutti o quasi, basta sfogliare un qualunque libro di archeologia e storia dell’arte dell’India, e salta immediatamente agli occhi: la statuaria e in genere le raffigurazioni che troviamo nei templi indiani antichi e classici (fino al XIV sec. ca) abbondano di figure maschili e femminili rappresentati in tutto il loro splendore fisico, a torso nudo, con abbondanti gioielli e collane, e con sottili vesti meravigliosamente scolpite che accarezzano, svelandole ulteriormente, le loro forme perfette.

Viste sulle pagine di un libro del resto, tali raffigurazioni indubbiamente erotiche (sono corpi fatti per l’amore: voluttuosi e perfetti, sempre attraversati come da un fremito di passione, spesso corpi di coppie amorevolmente abbracciate) non riescono però a comunicare quel forte impatto, quasi fisico, che coralmente, cioè prese nel loro insieme, lasciano quando uno visita i siti dal vivo. (more…)

agosto 25, 2011

Il volto degli dei

Filed under: India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 7:48 pm

E’ noto che gli invasori musulmani e anche i portoghesi si siano scagliati con particolare foga contro il volto delle statue raffiguranti dèi (Buddha incluso) e dee, e per questo ci sono, anche nei libri, molte statue molto ben conservate in tutto il corpo ma con “un buco” al posto della faccia (anche mani e braccia sono spesso mancanti: ma per un’oggettiva fragilità di tali parti).

Il bello di essere in India, impegnato in questo tour archeologico un po’ folle, è che invece statue di dèi con volti perfettamente conservati se ne vedono eccome: ieri, per esempio, al museo archeologico di Hampi, e oggi nelle meravigliose grotte scavate di Badami e museo archeologico annesso, ho potuto scrutare a lungo i volti di Shiva, Vishnu, Kali, Laksmhi e tante altre divinità. (more…)

agosto 23, 2011

Le rovine di Hampi

Filed under: India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 6:02 pm

Non ho resistito al richiamo di Hampi, uno dei piu’ noti siti archeologici dell’intera India: chiunque sia andato ne parla come di un posto magico, sperduto in una natura surreale, fra lussureggianti piantagioni di banane e rocce gigantesche nelle piu’ strane posizioni, su un terreno di tipo lunare, roccia e sabbia.

E in questo “setting” centinaia di templi disseminati su un’area piuttosto vasta (una trentina di kilometri quadrati, a occhio: o meglio a piede visto che imprudentemente non ho affittato ne bici ne moto, e mi sono addentrato sui miei sandali nelle rovine), alcuni monumentali, altri di dimensioni ridotte, alcuni spogli, altri riccamente ornati e con statue portentose all’interno. (more…)

agosto 21, 2011

La magia viscerale delle grotte scolpite

Filed under: India classica — Tag:, , — Giulio Geymonat @ 1:23 am

In questi giorni ho visitato le grotte scolpite di Elephanta e di Kanheri nei dintorni di Mumbai, quelle di Karla e di Bhaja nei dintorni di Lonavala (a una settantina di km da Mumbai) e quelle di Pataleshwar a Puna.

E’ stata un’esperienza fantastica dove l’emozione fisica di essere “nella” terra, in luoghi per altro straordinari (a parte quella di Puna, che però colpisce perché è in mezzo al delirio urbano che uno si lascia totalmente, e con quanto sollievo, alle spalle), si accavallava all’emozione estetico-spirituale di ammirare, nelle grotte principali adibite a tempio, sculture meravigliose di circa 1500 anni, rappresentanti Shiva e Parvati (a Elephanta principalmente, ma anche a Pataleshwar, dove però le statue sono state distrutte, ma se ne vedono chiaramente i segni) e il Buddha (a Kanheri, a Karla, a Bhaja).
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giugno 24, 2011

Gli eroi del Mahabharata: quali origini?

Filed under: India classica — Tag:, — Giulio Geymonat @ 9:15 pm

Per farsi un’idea di cosa sia il Mahabharata, più che pensare all’epica (per esempio all’Iliade, all’Odissea o all’Eneide) credo sia più utile pensare ad una specie di enciclopedia dei comportamenti (individuali e sociali) umani, redatta nell’arco di svariati secoli e con continue aggiunte, secondo dei criteri di narrativa intrecciata e stratificata (tipica dell’India di tutti i tempi), capace di rappresentare, coi suoi innumerevoli risvolti, la varietà e la complessità del divenire. (more…)

febbraio 25, 2011

I limiti dell’approccio filologico ai testi in sanscrito

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tag:, — Giulio Geymonat @ 6:06 pm

In sanscrito ci è giunta una mole di testi impressionante:  si è infatti scritto per quasi duemila anni (o anche di più, se includiamo i Veda, scritti in quel che potremmo chiamare sanscrito arcaico)  praticamente di ogni argomento, sia “religioso” che “profano”.

Oltre ad essere la lingua per eccellenza della letteratura religiosa (sia del rituale che della speculazione, nonché per la devozione), in sanscrito sono state scritte opere di tipo artistico  (poesia, narrativa, teatro) , di tipo scientifico-descrittivo (per codificare e trasmettere tutto il patrimonio tecnico-scientifico) e di tipo legislativo-normativo (i codici della legge). (more…)

ottobre 16, 2010

Manu su piacere e dolore

Filed under: filosofia,India classica — Tag:, , , — Giulio Geymonat @ 9:27 am

Il trattato sul dharma di Manu (mAnavadharmazAstra), di cui è uscita nel 2010 una traduzione in italiano (per Einaudi), è un testo molto famoso e importante perché espone, se non tutti,  gran parte dei cardini della visione braminica sulla vita e sulla società, nonché una miriade di regole che costituiscono l’ortodossia secondo Manu.

Pur essendo pieno di “regole” di per loro prive di interesse o quasi fuori dall’ottica dell’ortodossia braminica, il mAnavadharmazAstra è interessantissimo perché ci rivela quella che possiamo chiamare la mentalità braminica, senza legarci troppo a questa nozione evidentemente “pericolosa” perché generalizzante.  (more…)

agosto 24, 2010

Dal kAmazAstra, o “Scienza del Piacere”, al kAmasUtra

Filed under: India classica — Tag:, , , , — Giulio Geymonat @ 5:31 pm

Dal kAmazAstra, o “Scienza del Piacere”, al kAmasUtra

Come è noto la teoria indiana classica dei puruSArtha o “Scopi (dell’esistenza) dell’Uomo”, ha indicato nel kAma, o Piacere, uno dei quattro scopi dell’esistenza di ogni uomo, insieme all’Utile (artha) e al Giusto (dharma) per la sfera mondana, e al Trascendente (mokSa) per quella ultramondana.

Ma in cosa consiste esattamente e come si persegue il kAma? In che cosa è diverso dall’istintiva ricerca del piacere, comune a tutti gli animali? Può  essere il kAma il principale scopo dell’esistenza? E in che modo? (more…)

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