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July 1, 2016

Arriva il Buddha e…la festa per Nanda è finita! Nanda il Bello, capitolo IV, vv. 24-46 (fine capitolo)

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tags: , , — Giulio Geymonat @ 11:16 pm

24. Proprio mentre, nell’intimità del suo palazzo simile a residenza degli dei celesti, Nanda così se la godeva, il Buddha, arrivato per lui il momento della questua, giunse colà per chiedere l’elemosina.

25. Sguardo basso, libero da passione, si fermò davanti alla casa del fratello come davanti a qualunque altra casa, e così allora, non avendo assolutamente ricevuto alcuna elemosina, poiché nessuno della servitù si accorse di lui, se ne andò via. (more…)

June 16, 2016

Finalmente il voluttuoso Nanda: Saundarananda, capitolo IV, vv 1-23

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Tags: , , — Giulio Geymonat @ 11:52 am

1. Benché colà il Saggio predicasse la Legge e tutti i suoi parenti fossero ben disposti verso di Essa, Nanda, senza uscire dal suo palazzo viveva sempre accompagnandosi alla sua amata, intento esclusivamente all’amore.

2. Simile a pavone con la sua compagna, degno della sua amata e da questa mai separato, non gl’importava di riposarsi e nemmeno si curava del potere: trovandosi in una tale condizione, quando mai avrebbe potuto curarsi della Legge? (more…)

April 28, 2016

Nanda il Bello, cap. III: l’illuminazione e le prime predicazioni del Buddha

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tags: — Giulio Geymonat @ 12:46 pm

1. Allora egli (il Buddha), per dedicarsi all’ascesi, abbandonò la città di Kapilavastu, affollata di cavalli, elefanti e carri, bella, sicura e abitata da gente galante; e, con mente risoluta, si recò nella foresta.

2. Ma quando vide che i famosi saggi avevano svariati testi sacri, e, nel fare ascesi, si attenevano a diverse regole di condotta, e che erano afflitti da un intenso desiderio per gli oggetti dei sensi, egli smise, considerando l’ascesi via insicura. (more…)

March 10, 2016

“Nanda il Bello”, capitolo II, vv. 46-65 (fine)

Filed under: India classica,letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 5:30 pm

Nel post precedente ho tradotto i versi 1-45 del capitolo II del poema intitolato “Nanda il Bello” (saundarAnandam mahAkAvyam) di Ashvaghosha (azvaghoSa), e rimando a tale post appunto per la traduzione dei versi 1-45 e per pochi brevissimi accenni di inquadramento storico-letterario dell’autore e dell’opera.
Eccovi invece la traduzione dei versi mancanti del capitolo II (46-65), molto intensi, dove si narra della nascita del Buddha e di suo fratello per parte di padre, Nanda, eroe principale del poema (trovate il testo in sanscrito da scaricare in pdf di tutto il capitolo II nella pagina download e alla fine di questo post). (more…)

February 17, 2016

Il ritratto di un re ideale: Shuddhodana (il padre del Buddha, non uno qualunque!)

Filed under: etica,India classica,letteratura sanscrita — Giulio Geymonat @ 8:17 pm

Nei versi dall’ 1 al 45 del capitolo II del Saundarananda o “Nanda il Bello”, il buddhista Ashvaghosha (azvaghoSa), l’autore di kAvya (nome sanscrito con cui si designa la letteratura d’arte) più antico di cui ci sia giunta l’opera (visse probabilmente nel I o nel II d.C.), descrive Shuddhodana (zuddhodana), mitico re di Kapilavastu, nella famiglia del quale decise di nascere il Buddha storico (al capitolo I è affidata invece la descrizione di Kapilavastu).

Oltre ad essere molto interessante per lo stile (Ashvaghosha, un brahmana convertitosi al buddhismo, raggiunse, secondo la tradizione, l’illuminazione in vita), che colpisce per la sua semplicità elegante (semplicità che non impedisce ad alcuni versi di essere non del tutto chiari, o comunque di essere passibili di interpretazioni divergenti), il passo su Shuddhodana è notevole in quanto ci offre il ritratto, senza tempo, di un re ideale, e per contrasto denuncia i maggiori difetti dei re “storici” (va detto inoltre che con ogni probabilità il destinatario principale di quest’opera, come in generale delle opere di kAvya, almeno quelle antiche, sicuramente fino a Kalidasa, era proprio un re, forse, nel caso di Ashvaghosha, Kanishka II). (more…)

November 11, 2015

La grammatica del Sanscrito: croce o delizia?

Filed under: Didattica — Tags: , , , — Giulio Geymonat @ 11:48 am

Chiunque decida di studiare sanscrito deve, volente o nolente, memorizzare un notevole numero di regole e fatti grammaticali: è, io credo, questa la ragione principale che scoraggia chi intraprende lo studio del sanscrito, e che tiene alla larga un buon numero di persone che sarebbero, in teoria, attratte dal sanscrito, ma che, al solo sentire parlare di grammatica, decidono di fare altro (il più delle volte: di rimandare l’impresa ad un imprecisato futuro).

In verità, studiare la grammatica di base del sanscrito, non solo è una conditio sine qua non per potersi avvalere di quel potentissimo strumento linguistico e ermeneutico (quindi di complessivo potenziamento intellettuale e culturale) che è il sanscrito, ma è anche un’attività di per sé interessante, gratificante e utile. (more…)

September 25, 2015

“Sinister Yogis” di D.G. White: interessante (anche se…)

Filed under: filosofia,India classica — Giulio Geymonat @ 12:29 am

Ho ricevuto in omaggio dall’amico e collega sanscritista Matthias Ahlborn “Sinister Yogis” di D.G. White, Chicago, 2009.

L’idea era che potesse esserci menzione, in esso, del MalatImadhava di Bhavabhuti, importante opera di teatro risalente al VII dC, che io e lo stesso Matthias stiamo studiando (ormai da mesi) insieme, e dove appunto compaiono personaggi d’asceti, alcuni dei quali sanguinosi e sinistri, dotati di svariati poteri magici. (more…)

July 14, 2015

Di cosa parlano gli Yogasutra di Patanjali?

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tags: , — Giulio Geymonat @ 10:48 pm

Come ho provato a sostenere nel post di Maggio scorso, è possibile (e anzi, altamente raccomandabile) leggere gli yogasutra di Patanjali in quanto tali, senza cioè avvalersi di nessun commento, di Vyasa o di chicchesia.

Così facendo appare un’opera, molto ben ripartita nei suoi quattro Libri (letteralmente “passi”, in sanscrito pAda), capace di rispondere in maniera ineccepibile al requisito fondamentale dei testi sutra, ovvero la concisione estrema coniugata con una descrizione completa (senza cioè che nulla si trovi “fuori” dal quadro tracciato) del soggetto dei sutra stessi, che nel caso degli yogasutra è lo Yoga, che Patanjali concepisce come via di purificazione e di trasformazione, radicale e irreversibile, di se stessi e della realtà. (more…)

June 26, 2015

Corsi di sanscrito 2015-2016

Filed under: Didattica,Uncategorized — Tags: — Giulio Geymonat @ 10:09 pm

Sono aperte le iscrizioni ai corsi di sanscrito aperti a tutti 2015-2016!
Nessuna conoscenza specifica richiesta: tutti i concetti grammaticali vengono spiegati a partire da zero.
Durata: 60 ore da Ottobre 2015 a Giugno 2016 in incontri settimanali da due ore l’uno (more…)

May 30, 2015

Gli Yogasutra di Patanjali: come affrontarli?

Filed under: filosofia,letteratura sanscrita — Tags: , , , — Giulio Geymonat @ 11:42 pm

Mi sto cimentando, da circa tre anni, con lo studio e la traduzione degli Yogasutra di Patanjali, stimolato dalla richiesta, prima di un’allieva poi di un’altra, di studiare, via Skype, tale testo nell’originale sanscrito.

Il “genere sutra”, di cui gli Yogasutra di Patanjali sono un famosissimo esempio, è molto importante nella letteratura sanscrita dei primi secoli dopo Cristo, e rappresenta l’ambizione di descrivere in maniera il più possibile concisa, senza perdere in accuratezza, uno specifico soggetto, usando singoli enunciati più o meno autonomi fra loro, costituiti il più delle volte da una frase, ma non così di rado anche da due. (more…)

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