L’episodio della maledizione del cervo a Pandu ci racconta il motivo dell’impossibilità di Pandu di avere figli, fatto narrativamente cruciale perché è alla base dell’origine divina, da parte di padre, dei “figli” di Pandu, i cinque Pandava protagnisti del Mahabharata.
Da notare in questo passo, oltre al ritmo incalzante del dialogo e alla magica atmosfera, sono:
-la menzione dei purushartha, o scopi della vita (evidentemente solo tre, poiché si parla del trivarga);
-il riconoscimento di kama, desiderio e piacere, come il purushartha principale, e dell’atto erotico (definito “coronamento degli scopi degli uomini”) come atto benefico e ambito da tutti e per questo “inviolabile”;
-il principio della non-crudeltà: nessun dharma, comportamento, può spingersi oltre la soglia della crudeltà, neanche il dharma del cacciatore o del guerriero.
Buona lettura!
In una foresta piena di animali selvatici e di serpenti, che si trovava in un grande deserto, il re Pandu vide un maestoso cervo intento ad accoppiarsi.
Subito Pandu trafisse la cerva e il cervo con cinque frecce d’oro ben piumate, veloci e appuntite. ( leggi tutto… )

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